Black Friday: è record di acquisti e pagamenti digitali  

Numeri da record per il Black Friday in Italia. Tra abbigliamento e oggetti hi-tech, giocattoli e accessori, gli italiani non hanno mancato le occasioni di acquisto offerte dal ‘venerdì nero’. E sempre di più sono quelli che lo fanno attraverso i pagamenti digitali. Secondo i dati previsionali sulle spese con strumenti digitali diffusi da Nexi, la paytech italiana che gestisce 44,1 milioni di carte e 733 mila esercenti convenzionati, gli italiani hanno fatto acquisti per un valore di 2,8 miliardi di euro complessivi, con una crescita del 23,6% rispetto all’anno precedente.  

In particolare, nella sola giornata di venerdì, con una spesa di 550 milioni di euro, pari al 19,8% del totale speso nella settimana, con una crescita del 22,4% rispetto a quanto gli Italiani spendono mediamente negli altri venerdì dell’anno. Secondo le previsioni di Nexi nei tre giorni tra venerdì e domenica sono stati spesi 1,37 miliardi di euro con strumenti digitali, pari al 48,9% del totale speso nella settimana. Un dato che, per Nexi, conferma anche quest’anno l’aumento degli acquisti durante il ‘Black Friday’.  

E secondo Splio, software house internazionale proprietaria di una piattaforma di marketing multicanale, che ha eseguito uno studio su un campione di 300 dei suoi clienti in Europa, questo è stato un Black Friday che ha aumentato sì le vendite in store durante il weekend ma che ha dato un impulso significativo alle vendite online.Secondo Splio, ad un mese dal Natale, il Black Friday rappresenta sicuramente un’occasione unica per i consumatori, che tendono sempre più ad anticipare gli acquisti natalizi, anche per risparmiare. Un ottimo affare anche per i brand, che possono integrare il Black Friday nella loro strategia commerciale e possono sfruttare l’occasione per generare un alto volume di vendite in Italia ma anche in Europa. 

E il BlackFriday quest’anno è andato meglio del previsto anche per i commercianti. Si attendeva un rallentamento delle vendite ma invece, secondo quanto è emerso da un sondaggio condotto da Confesercenti sui propri associati relativamente ai risultati del Black Friday 2018, un negozio su due (48%) ha registrato vendite maggiori rispetto allo scorso anno, mentre solo il 27% segnala un peggioramento. Accessori, abbigliamento, piccoli apparecchi e oggetti per la casa sono stati i prodotti più ricercati nei negozi ‘reali’. Buono l’afflusso di clienti del venerdì, più lento invece il sabato, anche se il movimento è stato comunque sopra la norma. 

Ma, al di là del Black Friday, quali sono le tendenze tra i commercianti sul pagamento con strumenti digitali? Secondo un’analisi condotta da Confesercenti sui sistemi di pagamento a partire dai dati Banca d’Italia l’adozione della moneta elettronica da parte delle imprese italiane continua a crescere a ritmi record. Nel 2017 la base installata di POS ha raggiunto il numero di 2,4 milioni, con un aumento di oltre 220mila unità sull’anno precedente e oltre un milione (+73,8%) rispetto al 2011.  

In media, negli ultimi sei anni sono stati attivati ogni giorno più circa 460 nuovi POS. La loro crescita ha superato, in velocità, persino quella del numero di carte di pagamento personali, che nei cinque anni in esame aumentano del 39,86%, per circa 19,2 milioni di carte abilitate in più. Per lo più si tratta di bancomat: a trainare l’incremento, infatti, sono le carte di debito, che passano dai poco più di 36 milioni del 2011 ai 54,1 del 2017: quasi 18 milioni di carte in più (+49,67%). 

Come spiega il segretario generale della Confesercenti, Mauro Bussoni, a Labitalia “le imprese, in particolare quelle del commercio, hanno deciso liberamente di adottare sistemi di pagamento elettronici, nonostante il legislatore non prevedesse sanzioni. Come abbiamo ribadito più volte in questi anni, siamo favorevoli ad una maggior diffusione della moneta elettronica, che sarebbe un vantaggio anche per le imprese perché porterebbe ad una riduzione dei rischi legati alla gestione del contante. Un aspetto che gli imprenditori non ignorano, soprattutto quelli del commercio e dei pubblici esercizi, come dimostrano i 460 nuovi Pos attivati ogni giorno negli ultimi cinque anni”.  

In conclusione però per Bussoni “la diffusione della moneta elettronica si aumenta abbattendo i costi di utilizzo dello strumento, in particolar modo sui micro-pagamenti, non imponendo sanzioni che condizionano la libera attività di impresa”.  

 

 

 

 

(Fonte: Adnkronos Labitalia)