Bollette, come difendersi dalle truffe dei contratti fantasma di luce e gas

L'Unione Nazionale Consumatori denuncia un boom di false utenze e spiega a cosa fare attenzione per evitare i raggiri

bollette

Boom di contratti fantasma per luce e gas. A dirlo l’Unione nazionale consumatori (Unc) che registra in questo periodo una escalation di contratti. «La dinamica – spiega – è questa: l’agente scorretto perlustra gli androni condominiali di una determinata zona a caccia di quelle bollette che talvolta il postino lascia sul bancone della portineria o che fuoriescono dalle cassette della posta».

Come funzionano le truffe
«Una volta che si è appropriato di questo materiale, il truffatore entra in possesso di alcuni dati importanti dell’utenza a cominciare dal nome e cognome della persona, il suo indirizzo, il codice fiscale e, soprattutto, quel numero che identifica la fornitura (che nel mondo del gas si chiama pdr e per l’elettricità pod). Con queste informazioni si può avviare il trasferimento dell’utenza: basta falsificare la firma sul contratto precompilato e il gioco è fatto», avverte l’associazione.
Visto che il fenomeno dei contratti fantasma «è ben noto all’Autorità dell’energia, per verificare la correttezza delle attivazioni, già da qualche tempo – ricorda – è obbligatoria per legge la cosiddetta check-call, cioè una chiamata di conferma che il fornitore deve fare al nuovo cliente per sapere se è stato veramente lui a richiedere il contratto. Questi truffatori cosa fanno: inseriscono sulla modulistica il loro numero di telefono così, quando l’operatore chiamerà quello che crede essere il suo neo cliente per chiedere conferma, in realtà è l’agente scorretto a rispondere al telefono», sottolinea.

Tutele non adeguate
«Nonostante il fenomeno dei contratti fantasma – ammette l’Unc – sia così diffuso, le tutele previste dall’Autorità per l’energia non sembrano adeguate: secondo quanto previsto dalla delibera numero 228 del 2017, infatti, gli importi fatturati dal nuovo operatore (quello al quale siano stati trasferiti a nostra insaputa) devono essere comunque pagati dal consumatore. Secondo noi, si tratta di una regola ingiusta trattandosi di un contratto non richiesto – prosegue – e ci stiamo battendo per cambiare la normativa, così da scoraggiare queste truffe. Comunque, la buona notizia è che all’Unione nazionale consumatori gestiamo questi casi con grande facilità e molte aziende rimborsano integralmente l’utente».

Le domande dell’associazione
L’Unc fa poi un elenco di alcune circostanze con le quali l’Autorità di settore (appena insediata con un nuovo collegio), dovrà confrontarsi:
1- È ormai certificato il boom di contratti fantasma e altre pratiche scorrette ad opera delle agenzie che lavorano per i venditori nel mercato libero: è vero che spesso il gestore di energia si sente parte lesa, ma forse potrebbe fare qualcosa di più per verificare l’attendibilità di questi operatori?
2-  È evidente la parziale efficacia delle procedure di verifica dell’effettiva volontà da parte del cliente di attivare un contratto che sono previste da una delibera dell’Autorità ma che, come abbiamo visto, sono facilmente aggirabili: quando avremo norme più garantiste ed efficaci?
3- Resta una certa difficoltà di comunicare tra clienti e aziende energetiche, generalmente aggravata dall’impossibilità per gli operatori dei call centerdi intervenire concretamente per la risoluzione del problema: come semplificare la gestione dei reclami ancor prima di dover attivare una conciliazione?
4- Non va l’automatismo nell’attivazione delle procedure di recupero del credito: perché il nuovo operatore, quello che (in buona fede?) crede di avere diritto a un pagamento, passa subito la pratica al recupero crediti?

Fonte: AdnKronos/Labitalia

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