Bolsonaro, Salvini: «Anche in Brasile la sinistra a casa. Ridateci Battisti»

Di tenore opposto il pensiero dell’ex premier Paolo Gentiloni (Pd): «Si tratta di un Paese meraviglioso e democratico. Non voglio vederlo tornare indietro al nazionalismo autoritario»

Bolsonaro
Bolsonaro e Salvini (fonte: Twitter @matteosalvinimi)

Jair Bolsonaro guiderà il Brasile. E’ lui il nuovo presidente del Paese sudamericano. Con il 55,2 per cento dei voti, il candidato della destra ha nettamente sconfitto Fernando Haddad, del Partito dei lavoratori, che non è andato oltre il 44,8 per cento dei consensi. Bolsonaro è accusato dai suoi avversari di posizioni razziste e omofobe. In passato ha detto che «gli afro-brasiliani non servono neanche a procreare». Un’altra volta ha liquidato una deputata di sinistra dicendo che era così «brutta» da «non meritare di essere violentata». 

Il profilo
«Cambierò il destino del Paese», ha detto il nuovo presidente dopo la conferma della sua vittoria. E poi ha promesso: «Difenderò la libertà, lo giuro su Dio». Bolsonaro è un fervente religioso, inoltre è a favore delle armi e della famiglia tradizionale (ed è anti-gay). Il suo slogan è «Il Brasile sopra ogni cosa e Dio sopra tutti». Ex capitano dell’esercito, siede come deputato al parlamento brasiliano dal 1991, dove ha cambiato nove partiti. Bolsonaro è attivissimo sui social.   

Le reazioni in Italia
«Anche in Brasile i cittadini hanno mandato a casa la sinistra! Buon lavoro al Presidente Bolsonaro, l’amicizia fra i nostri Popoli e i nostri Governi sarà ancora più forte! E dopo anni di chiacchiere, chiederò che ci rimandino in Italia il terrorista rosso Battisti», è il messaggio lanciato via Twitter da Matteo Salvini, ministro dell’Interno e leader della Lega. Di tenore opposto il pensiero dell’ex premier Paolo Gentiloni (Pd): «Quando penso al Brasile penso a un Paese meraviglioso e democratico – scrive su Twitter – Non voglio vederlo tornare indietro al nazionalismo autoritario». Durissimo il commento di Pierluigi Castagnetti, un altro esponente dell’opposizione: «L’elezione di Bolsonaro in Brasile, per quanto prevista, è una pessima notizia: perché in America Latina un autocrate diventa presto dittatore, perché l’abuso della religione e del nome di Dio di solito rende funesto il potere e perché la geografia dell’illibertà sta dilagando».

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