Bonus nido, anche i bimbi malati ne hanno diritto: ecco come richiederlo

E nei prossimi mesi potrebbe partire un'iniziativa che prevede un buono fino a 150 euro al mese per i lavoratori dipendenti con un figlio tra 0 e 3 anni

asili nido

Il bonus nido è anche per i bambini malati. Probabilmente non tutti sanno che il contributo annuale per il nido di 1000 euro l’anno per i nati a partire dal 2016 e con meno di 3 anni d’età, interessa anche i bambini con gravi patologie croniche che non possono frequentare fisicamente un asilo nido. È uno degli interventi a sostegno del reddito delle famiglie previsti dalla Legge di bilancio 2017. Infatti, oltre al pagamento della retta di nidi, pubblici o privati, questo contributo può essere destinato al sostentamento di forme di assistenza domiciliare da parte di genitori conviventi per figli nati o adottati/affidati dal primo gennaio 2016.

Come richiedere il contributo
La domanda va presentata all’Inps, esclusivamente in via telematica, da genitori cittadini italiani o comunitari, residenti in Italia, ma anche extracomunitari residenti, in possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo o di una delle carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’Unione europea. Ai cittadini italiani sono equiparati i cittadini stranieri aventi lo status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria.
Nel caso di contributo per l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione, è fondamentale innanzitutto che il genitore che ne fa richiesta conviva con il figlio nella stessa casa ed è ovviamente necessario un certificato del pediatra che attesti «l’impossibilità del bambino a frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica» per l’intero anno di riferimento. Per le forme di assistenza domiciliare il bonus sarà erogato dall’Inps in un’unica soluzione e il beneficio non è soggetto a una particolare condizione reddituale.

Bonus bebè
E sempre in tema di nido e di nuovi nati, per il prossimo anno per le famiglie ci potrebbero essere altre  novità: in primis il bonus bebè. Diversamente da quanto circolato in precedenza, infatti, il bonus dovrebbe essere prorogato. E’ uno degli interventi contenuti in un emendamento del governo messo a punto dal ministro Lorenzo Fontana e presentato alla Camera nell’ambito del cosiddetto “pacchetto famiglia”. La dote finanziaria viene potenziata per gli “incentivi natalità” con 444 milioni di euro (al posto dei circa 400 previsti per il 2018) e dovrebbe poter contare su una nuova formulazione: per ogni figlio successivo al primo è previsto un incremento del 20 per cento su quanto erogato. «Le nuove misure prevedono due fasce di reddito (fino a 7 mila e da 7 a 25 mila euro) per gli assegni alle famiglie» si legge in una nota. Tra gli emendamenti governativi e quelli presentati d’intesa con la Lega sono previsti inoltre «40 milioni di euro per il congedo di 4 giorni per i padri, l’istituzione del “Fondo di sostegno per le crisi familiari” (10 milioni di euro all’anno), il raddoppio – da 400 a 800 euro – delle detrazioni fiscali per i figli con disabilità». Nella proposta, inoltre, per le mamme sarà possibile scegliere se accedere a un periodo di tre mesi di maternità retribuita al 60 per cento oppure di sei mesi retribuita al 30 per cento.

Buono nido
Inoltre, nei prossimi mesi, in base a quanto stabilito dal Decreto 0-6 della Buona Scuola, potrebbe partire una nuova iniziativa di welfare aziendale che prevede un buono nido da 150 euro riservato ai lavoratori dipendenti pubblici e privati con almeno un figlio di età compresa tra 0 e 3 anni e regolarmente iscritto all’asilo nido. A differenza del bonus nido da 1000 euro, questo sarà erogato direttamente dal datore di lavoro sotto forma di un buono pasto. Non ci saranno costi previdenziali o oneri fiscali a carico del datore di lavoro né del lavoratore, purché il voucher sia entro la soglia limite dei 150 euro al mese. Non si sa ancora se sarà compatibile con il buono nido da 1000 euro, né se potrà essere riconosciuto ad entrambi i genitori in modo da avere un raddoppio del buono fino a 300 euro.

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