Borsa: continua l’avanzata del FTSE Mib, FCA sugli scudi  

Seduta piuttosto nervosa per i prezzi del FTSE Mib (+0,21%, 22.693,77 punti), che sono riusciti a chiudere una seduta sopra la parità. Il focus degli operatori dopo il terzo taglio dei tassi nell’anno da parte della Federal Reserve resta la guerra commerciale tra Usa e Cina. Nel corso della mattinata infatti, i listini sono scesi sotto la parità a causa della notizia riportata da Bloomberg secondo cui i funzionari cinesi sarebbero scettici sul raggiungimento di un accordo commerciale onnicomprensivo con gli Stati Uniti. 

Le vendite si sono calmate dopo il tweet del Presidente statunitense, Donald Trump, il quale ha affermato che i due Paesi sono al lavoro per trovare un nuovo luogo per firmare la Fase 1 dell’accordo commerciale con il Dragone, dopo la cancellazione del meeting APEC in Cile. Secondo il tycoon, il deal racchiuderebbe circa il 60% dell’intesa totale. 

Sempre per quanto riguarda gli Stati Uniti, c’è da segnalare come la Camera abbia approvato le procedure di impeachment per Trump. 

Venendo ora al mercato italiano, da segnalare la brillante performance di FCA (+8,22%, 13,928 euro). A sostenere i prezzi è stato l’accordo di fusione paritetica trovato con Peugeot: in tal modo, si creerà un colosso automobilistico da 40 miliardi di euro. Il Lingotto ha anche pubblicato i conti del terzo trimestre 2019, i quali hanno evidenziato un rosso di 179 milioni di euro (penalizzato da svalutazioni per 1,4 miliardi di euro) e ricavi in calo dell’1%, a 27,322 miliardi di euro. Mike Manley, AD del gruppo, ha confermato i target della società per l’anno in corso. 

Performance positiva anche per Exor, che avanza del 5,69% (68,72 euro), seguita da A2A (+2,71%, 1,799 euro). 

In fondo al principale paniere italiano compare Tenaris (-3,29%, 9,054 euro) penalizzata dalla pubblicazione della trimestrale, la quale ha evidenziato vendite e ricavi in calo. 

La discesa dello spread tra BTp e Bund a 10 anni a 132,97 punti base (-1,10%) non ha aiutato granchè il comparto bancario italiano, con Unicredit che ha chiuso a 11,368 euro (-1,01%), Intesa Sanpaolo a 2,246 euro (-0,11%) e UBI Banca a 2,727 euro (-0,04%). 

Sul fronte delle materie prime, scambia sotto la parità il Petrolio WTI (-1,83%, 54,06 dollari al barile), penalizzando sia Saipem (-1,26%, 4,06 euro) che Eni (-0,93%, 13,57 euro). 

Sul comparto valutario, l’eurodollaro passa di mano a 1,11487 (-0,02%). (In collaborazione con money.it)