Borsa: Milano in positivo, Mediobanca a livelli pre-crisi  

Prima seduta della settimana in crescendo per i listini europei. Dopo le dichiarazioni arrivate dal vicepremier cinese, che ha parlato di “progressi sostanziali” nelle trattative con gli Stati Uniti, le borse del Vecchio continente hanno terminato in positivo nonostante l’elevata dose di incertezza che continua a circondare l’uscita di Londra dall’Unione europea. 

Dopo il rinvio del voto sull’accordo raggiunto dall’esecutivo britannico con Bruxelles, nella seduta odierna il presidente della Camera dei comuni, John Bercow, non permesso una votazione sull’intesa poiché la mozione è stata già esaminata sabato scorso. 

A Milano, dove il Ftse Mib ha terminato in rialzo dello 0,7% a 22.478,19 punti, spicca il buon andamento del terzetto formato da FCA (+1,23%), CNH (+1,99%) e Pirelli (+0,89%). Denaro anche su Prysmian (+2,23%), che si è aggiudicata un contratto di fornitura con Siemens Gamesa. 

Acquisti anche sul comparto bancario nel giorno in cui si è aperto il collocamento del nuovo Btp Italia con scadenza 8 anni e lo spread ha segnato un incremento dell’1,2% a 143 punti base. UniCredit ha fatto segnare un +2,1%, Intesa Sanpaolo un +0,83% e BPER un +2,6%. In evidenza Mediobanca, che ha terminato in rosso dello 0,28% dopo essersi spinta nei primi scambi a 10,79 euro, il livello maggiore dal 2008. Piazzetta Cuccia è l’unico titolo bancario ad essersi riportato sui livelli precedenti la Grande Crisi. 

Lettera su Atlantia (-0,94%), Sias (-3,1%) e Astm (-2,78%) dopo i rumor su una proposta avanzata dal Movimento 5 Stelle per ridurre la deducibilità fiscale degli ammortamenti sui beni reversibili delle autostrade. (in collaborazione con money.it) 

(Fonte: Adnkronos)