Borsa: Piazza Affari in rosso, giornata di vendite per CNH e Saipem  

Nuova seduta all’insegna della prudenza per i listini europei. Non fa eccezione Piazza Affari, dove il Ftse Mib ha terminato a 21.886,17 punti (-0,41%) e lo spread con i titoli tedeschi ha fatto segnare un calo di oltre 2 punti percentuali a 209 punti base. Buone nuove anche dall’asta di riapertura del Btp 50 anni, del quale sono stati collocati 3 miliardi di euro a fronte di richieste per 17 miliardi. 

Negativo invece l’aggiornamento relativo l’andamento delle vendite al dettaglio italiane, scese a maggio dello 0,7% mensile e dell’1,8% annuo. Nel confronto tendenziale, si registrano variazioni negative per quasi tutti i gruppi di prodotti ad eccezione di informatica, telecomunicazioni, telefonia (+2,3%), elettrodomestici, radio, tv e registratori (+0,4%) e mobili, articoli tessili, arredamento (+0,1%). Le flessioni più marcate si registrano per abbigliamento e pellicceria (-4,9%) e calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-4,8%). “La stagnazione dei consumi, alimentari e non, conferma – riporta una nota di Coldiretti – la necessità di scongiurare qualsiasi ipotesi di aumento dell’imposta sugli acquisti”. 

L’auspicio segna un netto contrasto con le ultime dichiarazioni rese dal Ministro dell’Economia Tria, secondo cui l’imposizione fiscale va “riequilibrata riducendo la fiscalità diretta a favore delle imposte indirette”, e con la possibilità che l’Iva aumenti a causa delle c.d. clausole di salvaguardia. “L’aumento dell’Iva rischia di riguardare – continua la Coldiretti – anche beni di prima necessità come carne, pesce, yogurt, uova, riso, miele e zucchero con aliquota al 10% e il vino e la birra al 22% che rappresentano componenti importanti nei consumi delle famiglie”. 

Sul paniere principale del listino milanese giornata sotto i riflettori per l’accoppiata UniCredit-FinecoBank (rispettivamente +0,32% e -1,89%) dopo che la prima ha annunciato l’uscita dal capitale di quest’ultima tramite il collocamento del residuo 18,3% del capitale con uno sconto del 4,4%. Il corrispettivo dell’operazione ammonta a circa 1.099 milioni e comporta un impatto patrimoniale di circa 30 punti base nel CET1 capital ratio del Gruppo UniCredit del terzo trimestre 2019. 

Sotto la parità anche Mediobanca (-0,32%) che, stando alle indiscrezioni, sarebbe in pole position per l’acquisizione di Kairos da Julius Bar. Se nelle fasi iniziali si era parlato di un valore complessivo di 450-500 milioni, il dato è subito sceso a 400 milioni e, dopo la “due diligence” e l’uscita di scena del fondatore Paolo Basilico, ora potrebbe attestarsi a 350-400 milioni. Oggi Piazzetta Cuccia ha collocato una nuova obbligazione “senior” da 500 milioni di euro con scadenza a sei anni. Gli ordini, che hanno superato gli 1,35 miliardi, hanno permesso al rendimento di attestarsi a 137 punti base sul tasso midswap (in un primo momento il dato era visto a 160 punti base). 

Le performance peggiori del listino principale sono state registrate da CNH (-3,23%), penalizzata dalle indicazioni negative di Basf sul settore agricolo in Nord America, e Saipem (-3,22%) che, nonostante nuove commesse in Arabia Saudita per 3,5 miliardi di dollari, è stata penalizzata da un report di Credit Suisse sulle società dei servizi per l’industria petrolifera. (in collaborazione con money.it) 

(Fonte: Adnkronos)