Borsa: quarta settimana consecutiva di guadagni per Piazza Affari/Il Punto  

Chiusura di settimana con il segno più per l’indice principale di Piazza Affari, in rialzo dello 0,24% a 21.758,61 punti. Con la seduta odierna, il Ftse Mib si conferma sui massimi da agosto e mette a segno la quarta settimana consecutiva di guadagni. Andamento simile anche per gli altri listini europei in attesa di novità sull’asse Washington-Pechino. Dal fronte Brexit, la premier britannica Theresa May ha chiesto una proroga dell’uscita al 30 giugno. 

Indicazioni sostanzialmente in linea con le stime quelle arrivate dai dati macro: a febbraio la produzione industriale tedesca ha segnato un rialzo mensile dello 0,7% mentre il tasso di disoccupazione statunitense a marzo si è confermato al 3,8%. Meglio del previsto l’aggiornamento sulle nuove buste paga nei settori non agricoli (non-farm payrolls), cresciute il mese scorso di 196 mila unità. Sul mercato valutario l’eurodollaro non fa registrare variazioni di rilievo a 1,12145, nonostante dal presidente Trump siano arrivati nuovi inviti alla Federal Reserve a tagliare il costo del denaro, mentre tra le materie prime il petrolio Brent scambia a 69,8 dollari il barile, mezzo punto percentuale in più rispetto al dato precedente. 

All’interno del Ftse Mib le performance migliori sono state registrate dall’accoppiata Tenaris-Saipem, salite rispettivamente del 3,01 e del 2,87 per cento. Quest’ultima ha capitalizzato la notizia di due nuovi contratti, in Norvegia e Medio Oriente, per un controvalore complessivo di oltre 200 milioni di dollari. Segno più anche per Eni (+0,58%) nel giorno in cui il Cda ha proposto un piano di riacquisto azioni proprie fino a 1,2 miliardi di euro. 

Seduta in rally per Salini Impregilo (+9,69%), che ha annunciato la firma di un contratto da 5,1 miliardi dollari australiani (pari a circa 3,228 miliardi) per la realizzazione dei lavori di ingegneria civile e elettromeccanica di Snowy 2.0. Salini Impregilo è la capogruppo della joint-venture Future Generation, con una quota maggioritaria combinata del 65%, pari a 3,315 dollari australiani (2,098 miliardi), raggiunta con la controllata statunitense Lane (10%). Il rimanente 35% è in capo all’australiana Clough. 

Nel comparto bancario, -0,69% per UniCredit e perfetta parità di Intesa Sanpaolo. Sui quotidiani in edicola oggi si è tornato a parlare di aggregazione tra le ex popolari (-0,6% per Ubi, +0,03% del Banco Bpm e +0,11% di Bper). +0,63% di FinecoBank, salita nei pressi dei massimi storici. Sul mercato dei titoli di stato lo spread ha fatto segnare un rosso dell’1,76% a 261,7 punti base. (in collaborazione con money.it) 

(Fonte: Adnkronos)