Bowling, la storia dei dilettanti campioni del mondo. «Cerchiamo sponsor»

Nella squadra azzurra c'è pure il panettiere che batte nella finalissima di Hong Kong le star americane. L'intervista a Stefano Rossi, presidente della Fisb

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C’era una volta uno sport che non si filava nessuno. L’impresa di Hong Kong ha capovolto la percezione di un intero movimento, di una disciplina che in apparenza può sembrare un hobby o qualcosa di simile. Da zero (o quasi) a strike: giusto il tempo – si fa per dire – di vincere una medaglia d’oro ai Mondiali battendo nella finalissima gli Stati Uniti d’America. Storicamente forti sulle piste di bowling come sui campi da basket. Primo posto storico e una ribalta mediatica forse inattesa. Perché un gruppetto di dilettanti (c’è pure un panettiere nella squadra azzurra) ha messo sotto i più quotati avversari, professionisti che in carriera si possono portare a casa anche 3 milioni di dollari. Un exploit stile Leicester campione in Premier League. Basti pensare che nella passata edizione dei Mondiali a Las Vegas, l’Italia si era classificata al 22° posto. «Il paragone con la squadra inglese ci sta tutto. Ci siamo ritrovati in una dimensione diversa, non eravamo abituati alle tv, ad apparire sui giornali online e non. Insomma, siamo un po’ scombussolati. I ragazzi però sono stati bravi e fortunati perché si sono lasciati alle spalle Stati Uniti e Canada, ma anche nazioni come Singapore, Svezia, Malesia e via dicendo…», spiega Stefano Rossi, presidente della Fisb, acronimo di Federazione Italiana Sport Bowling.    

Missione sponsor
In Italia si contano circa 500 strutture che ospitano piste da bowling. Ogni anno sono frequentate da 600 mila persone. Bambini, adulti, ragazzi e ragazze: la platea è più variegata che mai. Ma i tesserati alla Fisb rappresentano appena l’1 per cento (6000 circa). Pagano una quota annuale di 50 euro per iscriversi, per partecipare ai tornei regionali e nazionali in base alla categoria di appartenenza. Tenere la luce accesa è la mission della federazione: «Abbiamo bisogno di visibilità che si traduce nella possibilità di investire. Già prima del Mondiale stavamo pensando alla leva bowling. E poi c’è l’esigenza di ottenere sponsor per mettere a punto un nuovo piano marketing. Alcuni Paesi dell’Asia hanno come sponsor le maggiori compagnie aeree. Credo sia difficile che Alitalia ci sponsorizzi, ma qualcosa di più si può fare e si deve ottenere».

Il presidente del Coni Giovanni Malagò con Stefano Rossi, numero uno della Fisb

Campioni del mondo 
La squadra azzurra che ha vinto i Mondiali era composta da atleti di categoria uno: Pierpaolo De Filippi, 44 anni, titolare di paninoteche a Roma e Firenze; Antonino Fiorentino, studente laureando; Marco Parapini, figlio d’arte che sta al Centro Bowling Martesana a Milano; Nicola Pongolini, impiegato; Marco Reviglio, 53 anni, piccolo imprenditore edile; Erik Davolio, 22 anni, panettiere. «La trasferta di Hong Kong è stata pagata totalmente dalla Federazione», sottolinea Rossi.  

La federazione 
La Fisb è una disciplina associata al Coni. Il bowling, infatti, non è uno sport che fa parte della lista olimpica. Traduzione: il quartier generale non si trova dalle parti di Viale Tiziano (tra parentesi a due passi dal Brunswick), ma sorge a Via Francesco Antolisei, zona Romanina, nel quadrante est di Roma. Nella sede ci lavorano prevalentemente in quattro: il segretario generale Stefania Sisti e tre dipendenti, Andrea Pecora, Daniel Trombino e Cinzia Giulivi. Il presidente Stefano Rossi vive in Piemonte: fa su e giù per mandare avanti un movimento tanto piccolo quanto vincente. Adesso è di tempo di iscrizioni, di raccolta: il 15 dicembre verranno staccate le nuove tessere per gli associati. Laggiù in periferia, lontano dai palazzi del potere, si aspettano di alzare i numeri. Per avere tutte le informazioni sul mondo del bowling azzurro si può scrivere a [email protected], nuovo servizio di mailing list che permette di avvicinarsi a questa disciplina nel modo giusto.     

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