Brexit, per gli italiani il Regno Unito dovrebbe indire un nuovo referendum

Mentre si cerca una soluzione per evitare il "No Deal", secondo un sondaggio dell'Istituto Swg i britannici dovrebbero ricorrere a una nuova consultazione popolare

Brexit

Il tempo passa e il 29 marzo si avvicina sempre più. Per quella data se Teresa May, primo ministro britannico, non sarà riuscita a rinegoziare un nuovo accordo con l’Unione europea che sia accettato dal Parlamento inglese, il Regno Unito uscirà ufficialmente dall’Ue, ma nel modo peggiore.

Si avvicina il No Deal
Il cosiddetto “No deal”, infatti, sembra quasi inevitabile come si evince dalle parole del presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, che dopo l’ultimo incontro con il premier britannico ha dichiarato di non poter escludere la possibilità di una Brexit senza accordo, soluzione che potrebbe avere «conseguenze economiche terribili, in Gran Bretagna e sul continente. I miei sforzi sono orientati ad evitare il peggio, ma non sono molto ottimista riguardo a questo problema». Gli incontri proseguiranno e già entro fine mese dovrebbe essercene un altro. Intanto, anche il leader del partito Laburista, Jeremy Corbyn, all’opposizione, si è detto disponibile a incontrare Teresa May per tentare di trovare una soluzione che consenta di evitare un’uscita del Regno Unito dall’Ue senza accordo. Purtroppo, spiega Corbyn, «noi non possiamo negoziare non siamo il governo. Quello che possiamo fare è delineare quelli che sono i nostri obiettivi, come Partito Laburista. Quello che diciamo è che la minaccia del no deal è profondamente sentita in tutta l’Unione, sono molto preoccupati per le conseguenze». Tra le prime conseguenze, come spiegato dal ministro dell’Ambiente, Michael Gove, ci sarebbe la reintroduzione dei dazi sui prodotti alimentari importati in Gran Bretagna. Inoltre, Gove aggiunge che, senza accordi con l’Unione europea, ci sarebbero probabili ritardi nel porto di Calais, a causa dei controlli obbligatori imposti dalla Ue alle importazioni di prodotti alimentari sul lato francese della Manica.

Quale soluzione?
In attesa di sapere quale sarà il destino del Regno Unito, sono in molti a ritenere che una possibile soluzione sarebbe quella di indire un nuovo referendum sulla Brexit. Sicuramente, questo è il pensiero della maggior parte degli italiani, come risulta da un sondaggio dell’Istituto Swg. Nel Regno Unito vive una numerosa componente di nostri connazionali che subirebbero anch’essi le conseguenze del “No Deal”. Anche l’Italia è in prima linea per riuscire a trovare una soluzione, come confermato dalle parole del ministro degli esteri, Enzo Moavero Milanesi: «Speriamo che la Brexit possa avvenire senza strappi bruschi, non è una speranza aperta ma operativa: agiamo e operiamo affinché non avvenga con strappi bruschi». Il ministro, che negli ultimi giorni ha avuto diversi incontri con il collega britannico Jeremy Hunt, ha aggiunto: «Se la Brexit dovesse concludersi con un non accordo e con un’uscita più radicale dall’Ue, sul piano bilaterale siamo pronti per garantire ai nostri connazionali che risiedono nel Regno Unito, ai britannici che risiedono qui in Italia la piena fruizione di tutti i loro diritti e garantire anche i rapporti commerciali e industriali con il Regno Unito quali si sono sviluppati negli ultimi decenni»
Secondo il sondaggio Swg, il 58 per cento degli intervistati ritiene che i britannici farebbero bene a tornare alle urne per esprimere un nuovo voto in merito alla permanenza nell’Ue, contro il 26 per cento che, invece, ritiene sufficiente la prima consultazione popolare.

Brexit
(Fonte: https://www.swg.it/politicapp)

 

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