Brunei, Tajani scrive al Sultano: «La lapidazione è inumana»

E il Gay Center ha promosso una manifestazione di protesta domenica 14 aprile alle 19 nei pressi dell'Hotel Eden di Roma in via Ludovisi

Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani

Dopo l’ufficiale entrata in vigore, in Brunei, della pena di morte per lapidazione nei confronti (tra gli altri) di omosessuali e adulteri, e le proteste della comunità internazionale, oggi si mobilita anche l’Europa. «Ho scritto al Sultano del Brunei per esprimere la grande preoccupazione del Parlamento europeo. La lapidazione per presunti crimini di natura sessuale è inumana e contraria ai diritti fondamentali. Gli ho chiesto di rispettare la dignità dell’uomo e di abolire la pena di morte», ha scritto su Twitter il presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani.

Le manifestazioni
Poche le voci di protesta che si sono levate nei confini nazionali. Il Gay Center ha annunciato una fiaccolata per manifestare il proprio sdegno domenica 14 aprile alle 19 nei pressi dell’Hotel Eden di Roma in via Ludovisi, di proprietà, appunto, del sultano del Brunei. «La fiaccolata sarà contro la pena di morte in Brunei e per ricordare le miglia di lesbiche, gay e trans uccisi/vittime delle leggi inumane in oltre 70 paese nel mondo dove vigono leggi contro lesbiche, gay e trans» ha sottolineato il portavoce, Fabrizio Marrazzo.

«Il problema non è il corano, ma l’uso politico che della religione fanno regimi illiberali come il Brunei Darussalam. La legge islamica non può diventare codice penale e precetti religiosi non possono essere tradotti in articoli del codice penale», ha affermato Sergio d’Elia, segretario di Nessuno tocchi Caino che insieme al Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito già ieri a Roma ha manifestato contro l’entrata in vigore del nuovo codice penale del sultanato. «La manifestazione – è spiegato in una nota – ha evidenziato che mentre i principali leader mondiali hanno, quanto meno, manifestato contrarietà alla introduzione della Sharia nel Brunei, il silenzio del Governo italiano è totale».