Brunetta: «Salvini ha vinto la scommessa in Italia ma l’ha persa in Europa»

«Forza Italia è l'unica forza politica che può aiutarlo nel dialogo con Bruxelles», incalza il deputato e responsabile economico del partito di Berlusconi

forza italia

«La Lega di Matto Salvini ha vinto le elezioni europee, diventando il primo partito in Italia. Ma i populisti e sovranisti europei hanno fallito la conquista dell’Unione Europea, che è rimasta nelle mani delle componenti moderate (Partito Popolare e Partito Socialista) e liberali. Della futura maggioranza che governerà l’Europa nei prossimi cinque anni la Lega non farà (almeno di improbabili ripensamenti) quindi parte», a sottolinearlo in una nota è Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia. «Anzi -, sottolinea Brunetta – il relativo fallimento in Europa del movimento sovranista produrrà come effetti il suo isolamento, con la Commissione Europea che avrà ora carta bianca per poter adottare tutte le misure previste dai Trattati nei confronti del nostro Paese, a partire dalla possibile procedura di infrazione per debito eccessivo, già dal mese di giugno. Matteo Salvini ha vinto la sua scommessa in Italia, ma l’ha persa in Europa. Ora, essendo lui al comando, dovrà decidere se proseguire nello scontro con le istituzioni europee, in particolare sul rispetto dei vincoli di finanza pubblica, oppure venir meno a tutte le sue promesse fatte in campagna elettorale e cedere alle richieste di Bruxelles, certo che alleati, in Europa, non ne avrà».

Ritorno al centro-destra
Salvini, continua Brunetta , «Dovrà anche decidere se andare avanti a far parte di un governo sovranista e populista totalmente inviso alle componenti moderate europee oppure passare più o meno subito all’incasso, abbandonare il Movimento Cinque Stelle, il vero perdente della tornata elettorale, e optare per ritornare ad una coalizione di centro-destra, dove Forza Italia è determinante ed è l’unica che possa dargli una mano nel dialogare con Bruxelles. Quello che è certo è che ora la Lega non ha più alibi. Se riuscirà a risollevare l’Italia dalla crisi economica, avrà gli onori di aver salvato il Paese. Se fallirà, sarà la prima a doversi sedere sul banco degli accusati, senza alibi, come è successo in precedenza a Matteo Renzi e Luigi Di Maio».

 

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