Buoni pasto, dalle Entrate via libera all’app per smartphone

L’Agenzia ha ufficialmente equiparato i ticket elettronici a quelli cartacei

app buoni pasto

Dall’8 ottobre comprare il pranzo e fare la spesa con i vecchi buoni pasto cartacei o con il cellulare tramite apposite app per smartphone è la stessa cosa. Con il principio di diritto numero 3, infatti, l’Agenzia delle entrate ha equiparato i due metodi di fornitura del servizio sostitutivo di mensa aziendale erogato dal datore di lavoro, dando ufficialmente il via libera ai ticket elettronici. Le Entrate hanno chiarito che questa nuova tipologia di erogazione di buoni pasto è totalmente assimilabile alla vecchia e di conseguenza regolata dal punto di vista fiscale e tributario dalle medesime norme. Per le aziende resterà tutto invariato, mentre i lavoratori potranno, a seconda della app fornita, pagare avvicinando il cellulare al pos o con un codice, cercare gli esercizi convenzionati in zona e gestire i propri buoni direttamente dallo smartphone con un semplice tocco.

Le principali società operanti in questo settore già da alcuni anni hanno sviluppato app specifiche scaricabili gratuitamente sia per sistemi iOS, sia per Android. Nel 2016, la multinazionale Edenred è stata la prima azienda in Italia a introdurre una app dedicata, Ticket Restaurant Mobile che oltre alla gestione delle transazioni, del credito e pagamenti contactless offre un servizio di ricerca dell’esercizio convenzionato più vicino gestito in collaborazione con Tripadvisor. Inoltre la stessa azienda ha sviluppato una app dedicata agli esercenti, Edenred Fast grazie alla quale il negoziante può controllare in tempo reale le transazioni effettuate, richiedere il rimborso dei buoni ritirati e monitorare lo stato dei pagamenti. Buoni pasto Day sviluppata da Up Day, holding operante in 19 paesi, permette di accumulare punti con il programma fedeltà Bonus Appetit e grazie al supporto Voice Over è facilmente utilizzabile dagli utenti non vedenti. Con la app dell’azienda francese Sodexo Pass Lunch Finder è possibile ricercare l’esercizio convenzionato più vicino.

Dall’app alla carta, la storia di Qui! Group
Intanto, mentre il mondo dei buoni pasto si avvia verso la totale informatizzazione, non si placa la bufera sul fallimento dell’azienda Qui! Group. Con debiti per oltre 325 milioni di euro, lo scorso 7 settembre, il Tribunale di Genova ha dichiarato il fallimento della società, dopo mesi di lamentele da parte dei lavoratori e di insolvibilità nei confronti degli esercenti. Già a inizio 2018, infatti, la Consip, azienda che gestisce per il ministero dell’Economia e Finanze gli acquisti per la Pubblica amministrazione, aveva ricevuto numerose segnalazioni di disservizi. I dipendenti pubblici vedevano rifiutare i pagamenti con buoni pasto emessi dalla Qui! Group da un numero sempre maggiore di esercenti, esasperati dalla mole di mancati rimborsi da parte dell’azienda genovese.

Dopo le opportune verifiche, la Consip ha potuto accertare le gravi mancanze segnalate, risolvendo la convenzione con la Qui! Group per le regioni Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, Lombardia e Lazio. Il motivo? «Reiterato, grave e rilevante inadempimento delle obbligazioni contrattuali».  Il crack dell’azienda non solo ha lasciato centinaia di dipendenti pubblici con un mucchio di ticket ormai diventati carta straccia e altrettanti esercizi senza rimborsi, ma ha abbandonato a un futuro incerto i circa 187 dipendenti, di cui 161 a Genova e il resto sparsi tra Roma, Napoli e Milano, per i quali solo pochi giorni fa è stata avviata la procedura di licenziamento collettivo e il conseguente accesso all’indennizzo di disoccupazione.

Le aziende che vantano crediti nei confronti della Qui! Group, secondo una stima di Confesercenti almeno 123 mila in tutto lo Stivale, potranno presentare istanza di insinuazione al passivo fino al 21 gennaio 2019, trenta giorni prima della data dell’udienza per la verifica del passivo fissata al 20 febbraio del prossimo anno. A questo proposito per gli associati che vantano crediti nei confronti di Qui! Group la Confcommercio ha predisposto presso la propria sede di Genova un servizio di assistenza attivo fino al 30 novembre.

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