Burioni: «Chi non vaccina i figli non ha un motivo razionale per farlo»

Intervista al virologo più virale d'Italia, impegnato nella lotta contro le fake news in campo medico e strenuo nemico dei "somari antiscientifici"

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Virologo affermato dell’ospedale San Raffaele di Milano, divulgatore scientifico e fondatore di “Medical Facts”, il sito web creato ad hoc per smascherare le fake news in ambito medico. La sua più nota battaglia contro i “somari antiscientifici” lo ha reso il virologo più virale d’Italia, mentre la netta presa di posizione contro gli esponenti no-vax, il bersaglio preferito dai promotori del cosiddetto antivaccinismo. Roberto Burioni vive ormai come una missione quella di sconfessare chi diffonde fake news, il che lo ha portato a conoscere anche il “lato oscuro” del web.

Tra continue minacce e ragioni scientifiche, Burioni racconta a Momento Italia il senso profondo delle sue battaglie, il complesso equilibrio che regola una materia come quella dei vaccini e l’importanza dello Stato nel processo fondamentale di “educazione”, in primis dei genitori.

Ultimamente ha ricevuto minacce da parte di una fronda no-vax. Cosa si sente di rispondere?
«Purtroppo non è una novità. Vengo minacciato perché dico delle verità scientifiche, è come se uno venisse minacciato perché dice che la terra è rotonda o che due più due fa quattro. Non scrivo delle opinioni, io dico dei dati di fatto, delle questioni inoppugnabili. È incredibile che uno venga minacciato perché nel 2019 dice che i vaccini sono sicuri e sono efficaci».

Dall’ 11 marzo scorso gli alunni non vaccinati non possono più entrare nelle scuole…
«È un procedimento molto doloroso, perché lasciare fuori dei bambini è una cosa non piacevole. Tuttavia, è necessario, perché purtroppo se i bambini in questione andassero a scuola potrebbero contagiare quei compagni che non si sono potuti vaccinare per motivi molti seri (per esempio perché stanno guarendo da una patologia come la leucemia). Quindi dobbiamo scegliere se fare entrare quelli che non si sono “voluti” vaccinare o quelli che sono malati e non si possono vaccinare. Lo Stato deve, secondo me, difendere i più deboli per cui a mio avviso è giusto che questi bambini non entrino a scuola, in quanto costituirebbero un pericolo per gli altri. Speriamo che i genitori li vaccinino così il problema viene risolto al più presto».

Il ministro Salvini si è detto contrario al decreto Lorenzin, in quanto darebbe vita a una categoria di bambini di serie B…
«Mi scusi, ma è ben noto che chi fuma non entra al cinema. Chi va allo stadio con una bottiglia di vetro non entra. Questi sono spettatori di serie B? No. Se vuoi andare a vedere la partita, la bottiglia di vetro non la porti per il semplice fatto che può essere un pericolo per te e per gli altri. Vuoi entrare in sala? Spengi la sigaretta, in quanto puoi danneggiare la salute tua e degli altri. In questo caso se un bambino deve andare a scuola, si deve vaccinare. Chi non rispetta le regole non è di serie A e tanto meno di serie B».

Qual è quindi il giusto compromesso?
«Spero che il compromesso sia che i cosiddetti no-vax si convincano, perché è davvero irragionevole quello che stanno sostenendo. È un mix di ignoranza ed egoismo, e spero proprio che, in particolare i genitori, si decidano a vaccinare i figli, in modo che gli altri e in primis proprio questi ultimi possano essere al sicuro e protetti da pericolose malattie, che ricordo: sono pericolose anche per chi sta bene e non solo per gli immunodepressi».

Cosa consiglia ai genitori e quali sono i rischi a cui si espone chi decide di non vaccinarsi?
«Chi non vaccina i figli, non ha nessun motivo razionale per farlo. I vaccini sono il farmaco più sicuro che abbiamo e nondimeno hanno un’efficacia mostruosa. Non vaccinare i propri figli significa innanzitutto esporli a un pericolo, in termini di salute, molto grave che io sinceramente mai e poi mai farei correre a mia figlia. Pertanto dico di ascoltare la ragione e vaccinare i loro figli».

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