Burnout, ecco come riconoscere la malattia da ufficio

Questa particolare condizione di stress è stata recentemente riconosciuta come malattia dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms)

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Molti di noi, probabilmente, sono affetti da burnout senza saperlo. Questa parola che, letteralmente, significa esaurimento o surriscaldamento è una condizione di stress eccessivo che, recentemente è stata riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) come una vera e propria malattia. Come spiega Roberto D’Incau, fondatore della società di consulenza Lang&Partners, «un buon work life balance non è affatto un lusso, ma il migliore antidoto a una vera e propria malattia professionale, il burn out appunto, che colpisce più di frequenza gli executive, che si sentono “annegare” in una quantità infinita di impegni di lavoro, senza soluzione di continuità. Il burnout non serve a nessuno, non all’azienda, che ha degli executive non lucidi e stressati, non al manager, che rischia grosso».

Come riconoscerlo
Ci sono una serie di condizioni che, nel caso si verifichino allo stesso tempo, possono farci capire di essere in burnout. Uno di questi è la perenne stanchezza che si presenta sin dal mattino appena ci si alza. Un altro sintomo è l’aumento abnorme del livello di ansia e un calo totale di motivazione. Inoltre, non avere tempo per far nulla, neanche dedicarsi alle proprie abitudini quotidiane, o avere malattie psicosomatiche: «I primi sintomi fisici sono i classici disturbi da stress come mal di schiena, emicrania, dolore agli occhi e ulcera, ma il burnout può anche degenerare in malattie più serie, ad esempio in seri disturbi cardiovascolari».

Come curarlo
Secondo D’Incau la prima cosa da fare è non negare l’esistenza del problema. Se si riscontrano almeno tre sintomi «parlatene con chi vi può aiutare, medico, coach o psicologo, con cui possiate condividere apertamente il vostro problema e scegliere insieme il modo migliore per affrontarlo seriamente, senza sottovalutarlo inutilmente».

Italiani poco soddisfatti
Il fatto che sempre più persone si ritrovino a dover gestire questa particolare condizione è anche una conseguenza dei ritmi sempre più frenetici della nostra vita quotidiana. Infatti, un sondaggio dell’Istituto Swg ha evidenziato come soltanto il 27 per cento degli italiani consideri i propri ritmi quotidiani accettabili, contro il 48 per cento che ammette di trovarsi, a volte, in difficoltà e il 25 per cento che li definisce non accettabili.

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(Fonte: https://www.swg.it/politicapp)

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