Caccia, sos della Lipu: a rischio estinzione la tortora selvatica e l’allodola

Lanciata una campagna in difesa di sette specie di uccelli che vivono un declino preoccupante a livello globale

caccia

Sos inviato. Nel pieno del periodo della caccia, la Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) ha lanciato una campagna in difesa di sette specie di uccelli che vivono un declino preoccupante a livello globale, anche a causa del cambiamento climatico e della distruzione dell’habitat naturale. Il rischio estinzione è reale per l’allodola, la pernice bianca, la coturnice, la pavoncella, il moriglione, il tordo sassello e la  tortora selvatica. La richiesta è di escludere questi uccelli dalla possibilità di entrare nel mirino dei cacciatori da adesso in poi. «La Lipu chiede a Governo, Parlamento e regioni di intervenire con urgenza, in primis escludendo queste specie dalla lista della caccia nel nostro Paese, ma anche agendo sul contrasto ai cambiamenti climatici, la tutela delle rotte migratorie e degli habitat naturali, lo stop al turismo eccessivo, all’intensificazione agricola e al consumo di suolo», si legge nel comunicato ufficiale della Onlus fondata 53 anni fa.  

Parla il direttore
«Gli uccelli, oltre che parlarci della bellezza della natura – dichiara Claudio Celada, direttore dell’area conservazione della natura della Lipu-BirdLife Italia – ci indicano il modo in cui trattiamo la terra. Se una specie è in crisi, è quasi sempre perché le nostre attività sono eccessive e mal condotte. E’ il caso delle sette specie della campagna della Lipu. Si tratta di modificare anche radicalmente alcune pratiche, fermare il cattivo sfruttamento del territorio, aumentare le tutele di siti e habitat naturali ma anche attivare misure di urgenza, come ad esempio lo stop al prelievo venatorio. L’Italia è il secondo Paese europeo con più specie cacciabili. Un record a cui il Paese può tranquillamente rinunciare, facendo prevalere il principio di tutela su quello di sfruttamento, ai sensi delle convenzioni internazionali e delle direttive naturalistiche europee, e prendendosi cura del proprio patrimonio naturale. Una responsabilità che dovrebbe essere assunta e condivisa da tutti gli attori interessati».      

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