Caffè, la miscela sempre più di moda dice addio all’Italia

Il chicco nero gode di ottima salute, come dimostrano le recenti aperture di nuove caffetterie alla moda. Intanto, però, uno storico marchio abbandona l'Italia

caffè

Anche senza la ricetta della mamma di Cicirinella, di “deandreana” memoria, gli italiani hanno comunque un debole per il caffè. E non solo espresso. Negli ultimi tempi, infatti, vanno sempre più di moda termini come brewing, miscela, specialty e monorigine.

Milano capitale del caffè
Al bar crescono le richieste di miscele pregiate, si ordina caffè al ginseng o biologico, ma anche cappuccini con latte di soia o di riso, mentre sono in aumento le aperture di caffetterie, soprattutto a Milano con la recente inaugurazione del primo Starbucks italiano a piazza Cordusio. Il capoluogo lombardo, inoltre, ha da poco ospitato l’evento Milano Caffè (che ha visto 75 aziende organizzare una serie di appuntamenti dedicati all’interno di bar, musei e ristoranti) e si prepara ad accogliere la 41esima edizione di HostMilano (dal 18 al 22 ottobre), la fiera mondiale dedicata al mondo della ristorazione e dell’accoglienza, che vede gli espositori della macroarea Caffe Tea – Bar Macchine – Caffè Vending – Gelato Pasticceria raggiungere il 34 per cento dei 1189 attualmente confermati.

Italia primo importatore
A dare man forte a queste notizie, a conferma del crescente successo del chicco nero, giungono i dati dell’ultimo rapporto dell’Ico (International coffee organization) sull’andamento della produzione globale. Nel 2017/18 sono stati prodotti quasi 160 milioni di sacchi di caffè verde con un aumento dell’1,2 per cento rispetto all’anno precedente. I maggiori produttori sono risultati Brasile, Vietnam e Colombia, mentre i primi consumatori sono i Paesi europei, con l’Italia capofila tra gli importatori. E nel nostro continente, siamo al primo posto anche per numero di erogatori automatici.

Un marchio storico saluta il Paese
Purtroppo, tutto questo interesse verso il caffè e il suo crescente successo va in controtendenza con quanto accaduto ai lavoratori dello stabilimento di Anzedeno, in Piemonte, dove da anni si producono due storici marchi come Hag (la prima miscela di decaffeinati) e Splendid. Il gruppo Jde, proprietario dei marchi, infatti, ha deciso di chiudere e delocalizzare la produzione avviando così le procedure di licenziamento per i 57 dipendenti. Nei giorni scorsi è stato organizzato un sit-in di protesta sotto la sede del Consiglio regionale del Piemonte, dove i dipendenti dell’azienda hanno offerto ai passanti una tazzina di caffè. Una sorta di saluto, prima di dire addio alla produzione italiana.
E anche se è vero che il caffè andrebbe bevuto amaro, questa tazzina ce la saremmo volentieri risparmiata.

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