Cala il tetto massimo per l’uso dei contanti, il sistema cambia di nuovo

La soglia dei contanti, dal primo luglio prossimo, viene ridotta a 1.999,99 euro. Il sistema cambia di nuovo e, dietro l’angolo, si nascono trappole e sanzioni.

La legge di Bilancio per il 2020 abbassa però il tetto per i pagamenti. La misura, volta a favorire l’utilizzo del pagamento elettronico, vuol contrastare l’evasione fiscale permettendo il tracciamento delle spese degli italiani da mettere a confronto con le entrate. Questa prima stretta all’uso dei contanti partirà dal primo luglio, mentre da gennaio 2022 il limite scenderà ulteriormente a quota 999,99 euro. L’obiettivo è incentivare la tracciabilità dei pagamenti. Un vero e proprio attacco dello Stato contro i furbetti evasori. Misure che scontento, allo stesso tempo, molte categorie di lavoratori. Ciò comporterà una riduzione progressiva, anno dopo anno, del denaro circolante. Qualunque cessione di soldi superiore ai 2mila e, poi ai mille euro, dovrà avvenire tramite canali tracciabili, cioè bancomat o carte di debito, assegni bancari e circolari, altri sistemi di pagamento tracciabile come, ad esempio, il bonifico.

PROFESSIONISTI

Per professionisti e studi associati risale al giugno 2014 l’obbligo di garantire ai propri clienti la possibilità di effettuare pagamenti anche utilizzando carte di credito. Aumenterà inevitabilmente l’uso dei Pos. Quegli strumenti che consentono di effettuare pagamenti mediante moneta elettronica. A favore dei professionisti singoli o studi associati con ricavi inferiori ai 400mila euro è riconosciuto un credito di imposta pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate. Si avvicina, dunque, un’altra tappa importante per le nostre abitudini. È importante, a questo punto, chiarire una faccenda: non è prevista, per il momento, alcuna sanzione per il negoziante se non garantisce al cliente la possibilità di pagare con strumenti tracciabili. Vale la pena ricordarlo.

COSA E’ VIETATO

Il tetto al contante riguarda le transazioni tra privati in chiave antievasione. E al momento il limite, per ancora un mese, è di 3mila euro. A questo punto una domanda sorge spontanea: si può prelevare o versare in banca denaro di importo pari o superiore a 3mila euro? La risposta è fornita dal ministero dell’Economia. Sì, perché non esiste alcun limite al prelevamento o versamento per cassa in contanti dal proprio conto corrente in quanto tale operatività non si configura come un trasferimento tra soggetti diversi.

SANZIONI

“Le sanzioni sono salate”, “Vanno da 2mila a 50mila euro per la parti contraenti e da 3mila a 15mila euro per i professionisti che non fanno le segnalazioni. Questo per operazioni fino a 250mila euro: oltre, i contraenti rischiano una sanzione da 15mila a 250mila euro”. Il massimo della sanzione rimarrà fisso a 50mila euro, ma i minimi diminuiranno negli anni. Se inizialmente questi sono fissati a 3mila euro, da luglio scenderanno a 2mila per poi arrivare fino a mille euro a partire da gennaio 2022. Queste riguarderanno sia chi riceve il denaro, sia chi effettua il pagamento: vale anche per donazioni o prestiti, anche quelli tra familiari. Le multe, così come i limiti, non riguardano però i prelievi o i versamenti sul proprio conto, in quanto non si tratta di un trasferimento di denaro tra soggetti diversi.

Nella legge di Bilancio 2020 viene indicata l’alternativa al pagamento in contanti. Le modalità di pagamento o trasferimento di denaro permesse per le cifre che abbiamo visto sono bancomat o carte di debito, carte di credito, prepagate, assegni bancari e circolari e altri sistemi di pagamento tracciabile come il bonifico. Rimane inoltre in vigore una norma che dallo scorso primo luglio 2018 vieta il pagamento degli stipendi cash, per cui chi ha un contratto di lavoro subordinato, un contratto di collaborazione o chi lavora in una cooperativa dovrà essere pagato esclusivamente attraverso procedura tracciabile.