Camera dei deputati, il costo di gestione è di 959,5 milioni

Numeri in calo: 8 anni fa si sfondava ampiamente la quota di un miliardo di euro

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I numeri continuano a fare rumore: 959,5 milioni di euro. Una cifra enorme. Una cifra che copre il costo di gestione della Camera dei deputati. Soldi che però sono diminuzione, basti pensare che nel 2011 la Camera aveva un costo che sfondava il miliardo di euro (per la precisione 1.108 milioni). La riduzione è di circa il 15,5 per cento. 

Segno meno
Secondo il bilancio di previsione per l’anno in corso, infatti, il “costo del Palazzo” dopo 8 anni presenta un segno meno con un risparmio di 148,5 milioni. Tagli anche alla voce del personale dipendente: la sforbiciata è di 4.7  milioni (-2,21%) ma solo rispetto al 2018: passando da 214 milioni 165 mila euro a 209 milioni 425 mila euro. Una cifra, quest’ultima che comprende le voci emolumenti (dagli stipendi alle indennità di missione), contributi previdenziali e oneri-accessori (a cominciare dai rimborsi socio-sanitari).

Parola a Fontana
«La riduzione dei costi della Camera dei deputati – spiega il questore della Camera, il deputato di Fi Gregorio Fontana – è un fatto molto positivo. E’ un dato che va in forte controtendenza rispetto all’andamento delle spese per l’acquisto di beni e servizi relativi al bilancio dello Stato. Questo conferma la gestione virtuosa dell’amministrazione di Montecitorio».

Anche le pensioni
Quanto alla spesa previdenziale per il personale di quiescenza, le pensioni erogate calano di circa 20 milioni di euro per effetto del recepimento da parte dell’Ufficio di presidenza della Camera delle disposizioni della legge di bilancio per il 2019 che prevedono una riduzione, per 5 anni, dei trattamenti pensionistici diretti di importo superiore a 100 mila euro lordi l’anno.

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