Caos vaccini, dopo AstraZeneca rischia anche J&J

burioni

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il vaccino. Nonostante i proclami o – se preferite – le buone intenzioni, fatica a decollare la campagna vaccinale in Europa, in scia a ritardi, problemi e stop and go. Ormai è chiaro, la strada che porta alla fine del tunnel passa per la messa in sicurezza di gran parte della popolazione che passa, a sua volta, dai vaccini. 

Ancora sotto la lente dell’Agenzia europea dei medicinali (EMA) il ribattezzato “Vaxzevria”: attesa infatti per il nuovo parere che arriverà probabilmente già nella giornata di oggi – sul possibile legame di causa-effetto tra il farmaco e gli eventi di trombosi rare segnalati in vari Paesi, soprattutto tra le donne più giovani, ed in seguito ai quali il land di Berlino ha già deciso di sospenderne la somministrazione tra le under-60. Dopo aver esaminato i dati, l’Ema potrebbe decidere delle limitazioni d’uso per particolari categorie, valutando lo specifico rapporto rischio-beneficio ad esempio per le donne più giovani.

Dopo il pronunciamento dell’Agenzia europea, anche l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) farà le proprie valutazioni, mentre il confronto tra il Ministero della Salute e la stessa Aifa “è costante e le interlocuzioni tecniche sulla campagna vaccinale – fa sapere il dicastero – si svolgono con regolare frequenza”.

Il nostro Paese – ieri si sono già riuniti i tecnici del ministero della Salute e dell’Agenzia del farmaco – dovrebbe decidere la sospensione del suo utilizzo per gli under 55.

Nel frattempo, l’agenzia britannica del farmaco (Mhra), sta prendendo in considerazione la proposta di limitare l’utilizzo del farmaco AstraZeneca per i più giovani, offrendo almeno agli under-30 un vaccino differente mentre l’Università di Oxford ha annunciato di aver sospeso la sperimentazione del vaccino AstraZeneca sui bambini in attesa di un’analisi sui possibili legami tra il farmaco ed episodi di trombosi tra gli adulti.

Certo è che il piano vaccini definito dal presidente del Consiglio Mario Draghi e seguito dal commissario straordinario Francesco Figliuolo, rischia di subire l’ennesima battuta d’arresto. Anche perchè bisogna fare i conti con l’incognita defezioni, trainate dalla “sfiducia” nei confronti del vaccino anglo-svedese. La buona notizia però c’è ed è che andiamo incontro alla stagione calda con il livello dei contagi che dovrebbe abbassarsi.

Perché rischia anche J&J? Gli esperti dell’Ema ancora non hanno ancora chiarito l’origine dell’attacco alle piastrine del sangue ma starebbero iniziando a sospettare che la causa possa essere proprio nel vettore, l’adenovirus che trasporta la proteina spike, che a sua volta genererebbe la risposta immunitaria. Medesimo meccanismo, si legge su La Stampa, è adottato dal vaccino targato Johnson&Johnson (anche se con adenovirus umani e non dello scimpanzè) e da quello tutto Made in Italy di Reithera ancora in fase sperimentale.

Oggi, intanto, una buona notizia: saranno distribuite alle Regioni 1,5 milioni di dosi Pfizer che inaugurano la prima consegna di vaccini del mese di aprile.