Caporalato, a Cuneo i carabinieri scoprono 17 lavoratori in nero

In un'azienda di fragole nelle campagne di Peveragno erano impiegati, senza contratto, tredici macedoni e quattro italiani: tra loro anche quattro minorenni

I carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Cuneo, in collaborazione con i carabinieri dei reparti territoriali, nell’ambito di una campagna nazionale per contrastare il fenomeno del caporalato in agricoltura, hanno individuato nelle campagne di Peveragno un’azienda produttrice di fragole in cui lavoravano ben 17 lavoratori in nero.

L’ispezione condotta dai carabinieri ha permesso di far venire alla luce che la manodopera impiegata, tutta in nero, era prevalentemente straniera, di nazionalità macedone. Dodici persone erano munite del solo passaporto con visto turistico ma prive del permesso di soggiorno per motivi di lavoro, un cittadino macedone era munito di regolare permesso di soggiorno e  4 italiani, tutti in nero .

«Tra il personale privo di contratto – spiegano i carabinieri – vi erano anche 4 minorenni, tra i quali una adolescente di 15 anni che, secondo la vigente normativa a tutela del lavoro minorile, non poteva essere adibita allo svolgimento di attività lavorativa».

All’azienda agricola verranno applicate sanzioni amministrative per più 50.000 euro. La titolare dell’azienda agricola, un’italiana di 57 anni, è stata denunciata all’Autorità Giudiziaria per il grave sfruttamento della manodopera e per l’irregolare permanenza sul territorio italiano dei lavoratori privi di permesso di soggiorno.

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