Carabinieri, il messaggio commovente dopo il salvataggio di 51 bambini

I colleghi dell'Arma: «Voi in pochi, di fronte a un autobus impazzito che vi speronava, a una minaccia terribile e mortale, alle fiamme che già divoravano le lamiere. Avete vinto»

Un miracolo. Perché ieri si poteva consumare una pagina tristissima a Milano, quando un autista, un 47enne italiano di origini senegalesi Ousseynou Sy, che doveva riportare 51 bambini a scuola dopo un’attività sportiva all’aperto, ha dirittato dirottato il mezzo con l’intenzione di uccidere tutti i piccoli che trasportava. Sy ha anche forzato un posto di blocco dei Carabinieri e non contento ha dato fuoco al bus con la benzina e un accendino, mentre i bambini erano ancora a bordo. I Carabinieri hanno evitato la tragedia. Stamattina la pagina ufficiale Facebook dell’Arma ha pubblicato un post che ha riscosso molto successo tra gli utenti, raggiungendo oltre 5 mila like in poche ore.

Il post su Fb
«Ai “nostri Eroi” di Milano. Nel giorno in cui nasce la primavera, festeggiamo cinquantuno bambini tornati a casa. Cinquantuno bambini, la primavera della vita. È stato tutto molto semplice, tutto come mille altre volte: una richiesta di soccorso, l’allerta della Centrale, l’intervento. È stato straordinario. Voi in pochi, di fronte a un autobus impazzito che vi speronava, a una minaccia terribile e mortale, alle fiamme che già divoravano le lamiere. Avete vinto. Nessuno si è fatto male, nemmeno chi di quell’orrore era stato l’artefice. Perché le vite si salvano tutte. Siete stati gli angeli della strada, i supereroi che volano fra i grattacieli proteggendo la metropoli, l’argine contro la follia. Noi in tanti, 110 mila, che di fronte a tanto abbiamo solo una parola. Grazie. Grazie per averci resi orgogliosi della nostra uniforme. Per aver ricordato chi sono i Carabinieri, che cosa fanno da più di due secoli. Sono quelli che corrono verso il pericolo laddove l’istinto umano è fuggirne. Quelli che vedono in ogni bambino un figlio, in ogni donna una sorella, in ogni anziano un genitore. Grazie perché domani sarete di nuovo sulla strada. Correndo alla prossima chiamata, pensando che in fondo non avete fatto che il vostro dovere. I vostri colleghi».