Caro Giacomo, sarai sempre con la tua Reggina. Ma quanto ci mancherai…

Il ricordo commosso dell'uomo, dell'artista e dell'amico del mondo amaranto

reggina

di Giusva Branca *

“Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo, dalla fantasia…”.

Caro Giacomo, forse De Gregori non lo sa, ma queste righe le ha cucite addosso su di te.

Il giocatore sei tu, hai sempre giocato con la vita, ma solo per rispettarla vivendola fino in fondo, mai per deriderla o deprezzarla, il coraggio lo hai dimostrato anche negli ultimi, sventurati, periodi del tuo cammino terreno, la fantasia… beh, quella era il tuo marchio di fabbrica…

Caro Giacomo, te ne sei andato, ovviamente troppo, troppo presto, ma soprattutto in modo dirompente, da tutti noi. Hai lasciato smarrita la tua comunità, è facile e fin troppo ovvio narrare di eredità di affetti infinita che fa già da testimone del tuo fulgido percorso, la verità è che tu, col tuo modo di essere, sei sempre stato un collante, un aggregatore della “regginità” più pura, più nobile. Tutto, per te, ruotava attorno alla tua gente, alla voglia di essere gruppo, di aggregarsi attorno a qualcosa. E quel qualcosa era ciò che tu – talvolta da solo, talaltra con compagni di viaggio anche loro permeati di quell’anima attorno alla quale ha ruotato tutta la tua vita – avevi fin da ragazzo messo al centro: i valori, la semplicità, la tradizione, l’essere popolo e popolare, i colori, Reggio, la Reggina.

Già, caro Giacomo, la Reggina. Non la hai mai abbandonata, ne hai sempre predicato l’essenza, indipendentemente dalle venture e sventure, delle categorie e del tempo che scorreva scandito dal succedersi dei protagonisti in casacca amaranto e dalle alterne vicende. Quelle vicende che tu hai sempre considerato alla stregua di impostori che provano ad accaparrarsi la maglia amaranto ma sono solo scherzi, più o meno felici, della sorte, perchè, come dicevi sempre tu, “la Reggina è la Reggina, sempre, comunque, al di là degli uomini, delle categorie”.

Caro Giacomo, eri un ragazzino quando, con altri veri e propri pionieri del tifo amaranto, frequentavi i gradoni – ora in cemento, ora in legno – delle curve (Sud e Nord) della Reggina e, con loro, davi vita, voce e anima per scrivere la storia dei Warriors, il primo gruppo di tifo organizzato della Reggina. Era il 1979, avevi 14 anni ed eri già là e pochi anni dopo, insieme a Miseferi, Auspici, Polimeni e Federico, la tua leggerezza profonda che raccontava la nostra vita, le nostre colonne d’Ercole quotidiane, viaggiava a cavallo delle onde radio del programma “I Cavalieri di Vittorio Veneto”.

Caro Giacomo, il talento dell’artista vero, lo scrupolo del professionista e la caparbietà dell’uomo ti portarono lontano da casa a cercare e trovare la fortuna che meritavi sulle tavole di palcoscenici importanti, ma senza mai abbandonare né Reggio né, tantomeno, la Reggina. Al “Bagaglino”, per mille e mille repliche ma sempre e comunque anche nelle piazze della tua Calabria, tra la tua gente e, soprattutto, al fianco della tua Reggina, qualunque fossero l’occasione, gli spunti.

Quando conobbi il privilegio di gestire la comunicazione amaranto in Serie A più volte ci incrociammo personalmente al “Granillo”, dove tu eri inviato per “Quelli che il calcio” ed era sempre la stessa storia: ci scambiavamo uno sguardo, dapprima serio, poi imbarazzato e poi… scoppiavamo a ridere… la sorte aveva scelto proprio noi come ambasciatori della Reggina in Italia e nel mondo… “che scherzi che sa fare il destino”, ci dicevamo…

Le stesse risate, gli stessi sorrisi complici, sempre inclusivi e mai esclusivi verso la gente, però, che dedicammo di recente alla nostra Reggina in occasione di un paio di serate di musica e amarcord della nostra maglia amaranto assieme ad Alfredo Auspici.

Caro Giacomo, stavolta, però, non mi hai fatto ridere; se fossi stato con me avresti trovato il modo anche stavolta, lo so, ma stavolta no, non c’eri, stavolta mi hai fatto piangere e con me tutta, tutta la città.

Mi resta il rimpianto di non essere riusciti a fare ciò che ci eravamo detti: portare per le scuole, nelle piazze il racconto, la storia della nostra Reggina, della Reggina della gente, di tutti, e al Presidente Gallo saresti piaciuto, Dio se saresti piaciuto…

Caro Giacomo, è scontato dirti che sarai sempre con noi, con la tua Reggina, con la tua Reggio, con la tua gente, ma la verità amara è che ci mancherai un casino…

* membro staff Reggina 1914  

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