Case a 1 euro, i sindaci combattono lo spopolamento regalando immobili

Sono sempre di più i Comuni, specialmente al Sud, che attivano bandi pubblici per collocare e ristrutturare case in stato d'abbandono. E nell'elenco ci sono anche alcuni tra i borghi più belli d'Italia

case a 1 euro

Comprare una casa al prezzo di un caffè. Impossibile? Tutt’altro. Basta selezionare con attenzione il luogo in cui cercarla. Certo non aspettatevi di trovarla nei grandi centri urbani o in quelli commercialmente più allettanti. Ma, per chi ama la tranquillità della vita di paese o semplicemente vuole aprire un’attività ricettiva in un borgo italiano, l’affare potrebbe davvero essere a portata di mano. Perché sono sempre di più i Comuni, da Nord a Sud, che aderiscono al progetto “Case a 1 euro”. Mettendo a disposizione degli immobili siti nel proprio territorio a una cifra simbolica, pronti per essere “adottati”. Un modo per rilanciare l’economia del posto o per contrastare il degrado e lo spopolamento dei piccoli centri. Dipende dalla situazione. Un’iniziativa lanciata nel 2008 dal comune siciliano di Salemi (Trapani) per tentare di rimediare ai danni del terremoto del Belice del 1968. Da allora è costantemente aumentato il numero dei paesi che l’hanno sposata.

Un’idea per ripartire
Due i motivi principali che portano gli amministratori locali a regalare (o quasi) le proprietà. Il primo è strutturale: la mancanza di prospettive, dovuta alle ragioni più varie, che ha gradualmente svuotato vaste aree interne d’Italia, in particolare nel Mezzogiorno. Il secondo è di tipo successorio: tante persone, che magari abitano in città, quando ricevono in eredità un bene in un paesino, non se la sentono di prendersene cura, cosicché in pochissimo tempo l’immobile si trasforma in un rudere; senza dimenticare quelli che vengono a conoscenza di possedere una casa di paese solo quando il proprio caro viene e a mancare. Ed è qui che intervengono i Comuni: convincendo i proprietari “disinteressati” a farsi cedere l’immobile attraverso una donazione e, subito dopo, attivando un bando pubblico per collocare quel bene a titolo praticamente gratuito. Nel frattempo sono gli stessi sindaci che si fanno garanti del manufatto. Anche perché, nella maggior parte dei casi, si tratta di strutture fatiscenti o pericolanti.

Cosa si chiede ai nuovi proprietari?
Idee chiare. Visto che requisito comune a tutti i bandi è presentare un progetto di riqualificazione delle proprietà entro 365 giorni dalla consegna delle chiavi. Un investimento che potrà beneficiare delle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie ed energetiche, rinnovate anche dalla Legge di Bilancio 2019: fino al 50 per cento delle spese sostenute, per un limite massimo di 96 mila euro per ciascuna unità immobiliare. Si aggiunge, poi, il fatto di dover far partire i lavori entro due mesi dal momento in cui si ricevono i permessi. Nonché l’onere di sobbarcarsi le spese notarili per l’atto d’acquisto e quelle amministrative generali (registrazione, volture delle utenze, accatastamento). Infine, per invogliare a partecipare solo chi è veramente convinto, si chiede di stipulare una polizza fideiussoria triennale di 5mila euro, che verrà rimborsata alla scadenza. Ogni bando, comunque, fa storia a sé: ad esempio, c’è chi allunga i tempi per concludere i lavori o chi chiede di farli svolgere a ditte locali (per dare lavoro alle persone del posto). Meglio informarsi prima.

Dal Nord al Sud del Paese
Attualmente sono una quindicina i Comuni che, periodicamente, pubblicano bandi del genere. E chi pensa che nell’elenco ci sia spazio solo per posti sperduti e poco suggestivi si dovrà ricredere. Che dire di Sambuca (Agrigento), proclamato “Borgo dei Borghi” nel 2016? Oppure di Gangi (Palermo), eletto ‘Borgo più bello d’Italia’ nel 2014? La Sicilia è rappresentata anche da Regalbuto (Enna) e Mussomeli (Caltanissetta). In Sardegna ci sono Nulvi (Sassari) e Ollolai (Nuoro). La Campania può contare su Zungoli (Avellino). In Abruzzo c’è Lecce nei Marsi (L’Aquila), nel Lazio il comune di Pratica (Frosinone). In Toscana spiccano Fabbriche di Vergemoli (Lucca) e Montieri (Grosseto), nelle Marche c’è invece Cantiano (Pesaro-Urbino). Ma occasioni si possono trovare anche al Nord, come a Borgomezzavalle (Verbano-Cusio-Ossola). Tutte rigorosamente a 1 euro.

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