Case, in Italia si cercano più affitti e meno compravendite

La domanda viene principalmente da giovani, da studenti e da lavoratori immigrati. In media hanno un budget di 500 euro al mese   

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Case sul mercato: affitti due, compravendite zero. Palla al centro e match chiuso sulla carta. Il dato è emerso durante il convegno “Una casa da vivere – Offerte innovative per nuovi modi di abitare”, organizzato da Sidief e Banca d’Italia a Roma: gli affitti battono le compravendite nettamente. I primi, infatti, hanno una domanda che va dai 2,4 milioni ai 2,8 milioni. Il mercato della locazione è di circa 670 mila case l’anno, a cui se ne aggiungono altre 730 mila usate per la locazione breve (da un giorno a un anno). Si tratta di oltre il doppio delle compravendite. Gli affitti sono cercati principalmente da giovani, da studenti e da lavoratori immigrati. In media hanno un budget di 500 euro al mese.   

Il numero uno di Sidief
«L’affitto era considerato un investimento “residuale” fino a pochi anni fa – ha commentato Mario Breglia, presidente di Sidief – mentre oggi, anche per il forte incremento della “locazione breve”, aumenta la redditività degli immobili e ha creato un nuovo mercato. Le famiglie sono i maggiori proprietari di alloggi per oltre l’84 per cento in Europa e il 92 per cento in Italia. Questo ha determinato l’assenza di una offerta in locazione strutturata per categorie sociali più deboli o per chi, come gli immigrati, ha difficoltà ad accedere al mercato dei privati. Solo di recente sono nate iniziative per realizzare residenze specializzate per studenti o per giovani laureati. Un fenomeno del tutto nuovo, esploso nell’ultimo triennio è quello della locazione breve per usi turistici o lavorativi. A fine 2018 si stima che almeno un milione di alloggi, raddoppiati in due anni, siano affittati per periodi durante l’anno, con una media di 4,5 mesi a livello nazionale ma di oltre 9 nelle città turistiche. Questo ovviamente riduce il mercato della locazione tradizionale e della compravendita, acuendo le difficoltà delle categorie più deboli».

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