Caso Rixi, M5S: «Se condannato si deve dimettere». Lui: «Siete spietati»

Dopo il caso Siri, il governo torna a dividersi sulla vicenda che riguarda il viceministro leghista. In caso di condanna per i 5 stelle deve dimettersi, per la Lega deve rimanere al suo posto

Caso Rixi

Il governo torna a dividersi. Così, dopo il caso Siri, stavolta è il leghista Edoardo Rixi a mettere uno contro l’altro Lega e MoVimento 5 Stelle. Il viceministro alle Infrastrutture, indagato per peculato nell’inchiesta “spese pazze” in Liguria, è stato rinviato a giudizio e in caso di condanna in primo grado, secondo il M5S, dovrebbe dimettersi. Tuttavia, stavolta, sembra che la Lega non sia disposta ad acconsentire alle richieste degli alleati di governo. E se Matteo Salvini si trincera dietro un «commento solo la realtà» e non i se, il capogruppo della Lega in Senato, Massimiliano Romeo, afferma: «Intanto ci auguriamo qualcosa di positivo, dovesse arrivare qualcosa di diverso abbiamo già detto che Rixi sta al suo posto. La Lega ha deciso».

La replica 5 Stelle
Così come nel caso Siri, anche stavolta nessun esponente dei 5 Stelle è disponibile a passi indietro, ma tutti sono compatti nel portare avanti la decisione presa, come spiegato all’AdnKronos da alcune fonti interne al partito: «No, non cambiamo linea: se condannato, per noi Rixi è fuori». In caso contrario, viene spiegato, il MoVimento si snaturerebbe. Inoltre, «anche il contratto con la Lega ci da ragione perché saremmo davanti a una condanna».

Infastidito dal comportamento dei grillini
Per il diretto interessato, il viceministro Rixi, la decisione finale sul suo destino la dovrà prendere il leader della Lega, Salvini: «Io – spiega in un’intervista al Corriere della sera – ho già detto a Matteo che deciderà lui, ha la mia massima disponibilità. Faccio quello che decide Salvini, non quello che decide Di Maio – ma – non possiamo sempre fare passi indietro. Conte è il mio premier, ma se io sono viceministro è perché lo ha voluto Matteo». Secondo Rixi, «quella legge, fatta ai tempi di Monti, è una roba sbagliata. Non puoi – spiega – mettere l’esecutivo sotto ricatto. Devi dire di sì a tutti, sennò il primo no che dici arriva uno e ti fa un esposto alla procura. E il M5S che fa? Una campagna per dire che la corruzione è un problema endemico dell’Italia, così lo spread vola a 350».
Poi, lancia un duro attacco verso i pentastellati: «Mi girano le scatole perché questa vicenda è nata da una sciocchezza, da un emendamento dello sblocca cantieri su cui abbiamo litigato. Come si può strumentalizzare cose così? Io con i 5 Stelle sono sempre stato corretto e mi ha dato molto fastidio il loro atteggiamento spietato. Se ritieni che la vita degli altri non sia importante e la tua ideologia supera la tua umanità, finisci per giustificare anche i campi di sterminio».