Celiachia, è caos totale: la Lega contro Grillo

Le deputate Elena Murelli ed Eva Lorenzoni: «Abbiamo presentato un’interrogazione al ministro della Salute»

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La celiachia è un tema politico attualissimo. La Lega ha deciso di entrare a gamba tesa su Giulia Grillo, ministra della Salute. «Adesso si rischia di generare un danno reale e disparità di trattamento dei pazienti da regione a regione. Sono evidenti le difficoltà dei commercianti che vendono prodotti senza glutine di ottenere dalle Asl il rimborso dei buoni utilizzati dai clienti celiaci. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione al ministro della Salute per chiedere di reintegrare i prodotti esclusi dall’erogazione del servizio sanitario nazionale e risolvere la problematica dei pagamenti nei confronti della Asl creditrici riducendo, così, i tempi di pagamento». Lo hanno annunciato Elena Murelli ed Eva Lorenzoni della Lega, cofirmatarie dell’interrogazione, che vogliono risolvere una questione spinosa che sta tormentando i malati di celiachia.    

A metà agosto
Tutto è iniziato in pieno agosto, quando il ministero della Salute ha rivisto (al ribasso) i limiti di spesa per l’erogazione gratuita di prodotti dietoterapeutici senza glutine per i malati celiaci prevedendo tagli sulle categorie di alimenti erogabili dal servizio sanitario nazionale (esempio: prodotti impanati). La sforbiciata in media è del 19 per cento. Il decreto, in ogni caso, non poteva essere applicato prima di 9 mesi perché c’era bisogno dei tempi tecnici per aggiornare la lista dei prodotti del registro (6 mesi). Le regioni, inoltre, avevano altri 3 mesi per applicare le modifiche previste. Il decreto era firmato dal ministra Giulia Grillo, che però si è difesa su Twitter: «Facciamo chiarezza sui nuovi tetti di spesa. Il decreto era stato deciso e deliberato dal precedente governo e ha avuto l’ok dalla Stato-Regioni prima del mio insediamento. Ho avviato una verifica per valutare eventuali modifiche così da non penalizzare i cittadini». Insomma, la “colpa”, secondo la Grillo, era della Lorenzin…

La circolare e l’Aic 
Un mese dopo però scatta il caos. Lo stesso ministero, con una circolare del 26 settembre 2018, ha previsto che le regioni applichino questi nuovi limiti di spesa a partire dal 12 settembre 2018. Un’accelerata e un’applicazione retroattiva che ha generato una bufera totale, creando differenze enormi tra una regione e l’altra. L’Associazione Italiana Celiachia (AIC) è andata su tutte le furie: «Gli annunci della ministra Grillo, lanciati su Twitter nelle scorse settimane, di voler fare chiarezza sui nuovi tetti di spesa approvati con decreto ministeriale il 10 agosto e di voler valutare quindi eventuali modifiche per non penalizzare i pazienti celiaci, sono rimasti lettera morta. Non solo, il ministero ha diffuso del tutto inaspettatamente una circolare confusa, immotivata e inutile che, ignorando  le disposizioni di legge, ha anticipato i tempi di applicazione dei tetti di spesa ridotti senza rivedere preventivamente il registro nazionale, che elenca gli alimenti senza glutine erogabili a spese del servizio sanitario nazionale. Il risultato? È caos nelle regioni dove regna il “fai da te” con pazienti che ricevono trattamenti differenti. È ormai del tutto evidente che il ministero della Salute, al di là dei proclami, non abbia a cuore il futuro dei pazienti celiaci delusi dalle promesse non mantenute. A pagare le decisioni ondivaghe del ministero sono solo i pazienti, che senza essere stati informati del repentino anticipo del taglio, scoprono di non avere più diritto alla stessa esenzione del mese precedente, mentre altri ricevono i buoni invariati per l’intero anno successivo e in alcuni casi sono gli esercenti, su indicazione delle loro Asl, a correggere i buoni dei pazienti. Ma stanno pagando anche gli operatori, quindi farmacisti, grande distribuzione e negozi, ignari della repentina, inattesa e retroattiva corsa all’applicazione dei tetti ridotti. Siamo profondamente delusi e indignati e ancora attendiamo la risposta del ministero sulle ragioni di questa corsa a fare cassa, anticipando le scadenze previste dal decreto scritto, firmato e pubblicato in gazzetta ufficiale». 

Per il gluten free  
Le deputate della Lega Elena Murelli ed Eva Lorenzoni stanno provando a riaccendere la luce su questa situazione particolare, che sta creando confusione su più strati (dal consumatore finale fino alle aziende), attraverso un’interrogazione al ministro. Loro, insieme all’altra deputata leghista Alessandra Locatelli, hanno presentato anche una proposta di legge che mira a inserire l’obbligo di offrire una proposta di cibi gluten free in ristoranti e distributori automatici per migliorare una qualità di vita migliore a 600 mila malati di celiachia.    

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