Cgil, l’appello: «Subito piano straordinario per assumere nel pubblico»

Lanciata la campagna a favore dei giovani: «E' necessario impiegare nei prossimi 3 anni almeno 500 mila lavoratrici e lavoratori»

cgil

Funzione Pubblica Cgil ha lanciato una campagna social: s’intitola #AssunzioniSubito e si batte per la difesa del lavoro pubblico come valore sociale. E’ un dato di fatto: con il blocco del turn over, l’età media si è alzata e non c’è il giusto spazio per i giovani nella PA. I numeri sono lontantissimi rispetto al resto d’Europa. Funzione Pubblica Cgil va dritta al punto nel comunicato: «Un’emorragia di dipendenti pubblici, tale da far cadere a pezzi l’intero sistema pubblico. Una tendenza da invertire, immediatamente, attraverso l’adozione di un piano straordinario di nuova occupazione nelle pubbliche amministrazioni che dia lavoro ad almeno 500 mila persone nei prossimi tre anni, per poter garantire un’adeguata offerta di servizi ai cittadini».

Troppi anziani
I capelli bianchi dominano incontrasti in ogni settore: «In sanità pubblica l’età media è di quasi 51 anni, nelle funzioni locali si sfiorano i 53 e nelle funzioni centrali si arriva persino a 55 anni. Nei settori interessati dal turn over l’età media si è leggermente abbassata, dove invece non c’è stato nessun elemento di novità si toccano livelli altissimi. Basti pensare che in Italia gli Under 34 sono appena il 2 per cento del personale (a fronte di una media Ocse del 18 per cento); gli Over 55 invece rappresentano il 45 per cento (media Ocse del 24 per cento). Si tratta esattamente di 595 mila occupati che nei prossimi anni accederanno alla pensione».

Missione mezzo milione
Per queste ragioni, osserva la Funzione Pubblica Cgil, «per mantenere almeno l’attuale livello dei servizi e delle prestazioni negli stessi comparti è necessario assumere nei prossimi 3 anni almeno 500 mila lavoratrici e lavoratori. Se non si procede immediatamente con un piano straordinario di assunzioni di giovani nelle pubbliche amministrazioni le conseguenze saranno inevitabili. Come abbiamo cercato di esprimere con la nostra campagna, infatti, senza nuove assunzioni sarà inevitabile vedere i diritti di tutti cadere a pezzi. Il perimetro di intervento dei servizi pubblici continuerà ad arretrare, ci saranno meno servizi per i cittadini e il sistema finirà al collasso, a vantaggio delle privatizzazione dell’aumento delle disuguaglianze. Da qui la nostra rivendicazione, per tutte e tutti: un piano straordinario di nuova occupazione nei servizi pubblici che garantisca i diritti dei cittadini e dei lavoratori».  

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

diciassette − uno =