Chiesa, è boom di sacrestani: molti stipendiati ma tanti lavorano “in nero”

«La paga mensile media è di 1.100, 1.200 euro - spiega Maurizio Bozzolan, vicepresidente del Fiudac, la Federazione Italiana Unioni Diocesane Addetti al Culto/ Sacristi - Ma questo più che un lavoro, è un servizio. Porta via sabati, domeniche, tutte le feste comandate»

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E’ boom di sacrestani. Tutt’altro che in via di estinzione, il sacrista, persona incaricata di dare man forte al prete nel tenere in ordine chiesa e sacrestia, è una figura ancora molto presente nelle nostre parrocchie. Il loro prezioso lavoro sarà celebrato a Vicenza, nella due giorni che parte il 16 febbraio, nel corso della rassegna liturgica Koinè. Sono 2400 – secondo i dati Inps – i sacrestani stipendiati «ma purtroppo – racconta all’Adnkronos Maurizio Bozzolan, vicepresidente del Fiudac, la Federazione Italiana Unioni Diocesane Addetti al Culto/ Sacristi – c’è anche tanto nero».

Dal Nord al Sud
La Federazione dei sacrestani ha deciso di correre ai ripari: «In occasione dell’ultimo contratto – spiega Bozzolan – insieme alla controparte Faci (in pratica il “sindacato” dei preti) abbiamo istituito un ente bilaterale per cui sia le parrocchie sia i sacristi, usando il nostro contratto, sono obbligati per legge a versare una quota irrisoria e a mandare i loro dati. Stiamo raccogliendo un sacco di dati di gente regolarmente assunta ma emerge purtroppo anche tanto lavoro in nero, soprattutto al Sud. Ovviamente abbiamo scoperto che anche al Nord ci sono dei casi di nero. E’ altrettanto vero che ci sono i volontari perché se una parrocchia media sui 10-12 mila abitanti può permettersi il sacrista a tempo pieno, alias stipendiato,le piccole parrocchie devono farsi forza con i volontari. Una parrocchia di 2500 abitanti fino a vent’ anni fa manteneva il sacrista che viveva insieme al prete praticamente di elemosina».

Ma quale è lo stipendio medio di un sacrestano?
«La paga mensile media è di 1.100, 1.200 euro – spiega il vicepresidente del Fiudac Bozzolan – Io, con l’anzianità di servizio arrivo a 1.500 -1.600 euro al mese. Poi, ad esempio, la diocesi di Milano, la prima ad avere un contratto per i sacristi, ha agevolazioni in più». Un servizio al quale aderiscono anche i giovani. «Chi è a casa senza lavoro accetta tutto. Ma questo, «. Quanto al volontariato, il vicepresidente Fiudac spiega che «il volontario puro è difficile che esista. D’accordo il panettone a Natale e la colomba a Pasqua, ma so di tanti volontari che avevano una quota mensile o di gente andata in pensione che per arrotondare la pensione fa questi lavori “part time” e il parroco dà loro qualcosa: così si garantisce il servizio. Chi riceve una quota mensile, seppure minima, si sente obbligato».

L’appuntamento vicentino
La figura del sacrestano, dunque, sarà al centro della due giorni vicentina di Koinè, la principale piattaforma europea d’incontro dedicata alla filiera internazionale del settore religioso che aprirà i suoi battenti nel quartiere fieristico di Vicenza il 16 febbraio, organizzata da Italian Exhibition Group. In collaborazione con le principali associazioni di operatori parrocchiali e addetti al culto nazionali, dal 16 al 18 febbraio, prenderà vita una due giorni laboratoriale dedicata ai temi che interessano più da vicino l’attività dei sacristi: arte floreale, decoro dei luoghi della celebrazione, cura delle vesti liturgiche. Qual è il rapporto tra addobbo floreale e i tempi delle celebrazioni? Quali i criteri di base per la realizzazione? Come si coniugano bellezza e sobrietà degli addobbi floreali per una cerimonia di nozze?Quali indicazioni pratiche per la manutenzione delle suppellettili o la cura degli arredi tessili? Al polo fieristico di Vicenza alcuni esperti offriranno una panoramica su questi temi mentre le principali aziende del settore presenti all’edizione 2019 di Koinè saranno coinvolte in workshop esperienziali con l’obiettivo di mettere le proprie conoscenze a disposizione di sacristi e operatori parrocchiali, condividendo buone pratiche utili per la gestione quotidiana delle chiese. A Koinè anche il laboratorio sulla cura delle vesti sacre condotto da Elisabetta Bianchetti, amministratore e designer della ditta manifatture Mario Bianchetti, leader mondiale nell’alta sartoria liturgica.

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