CitBot: l’IA che risponde a quesiti su biotestamento, eutanasia e aborto

Il progetto è stato ideato dall'Associazione Luca Coscioni per venire incontro alla richiesta di informazioni dei cittadini su una serie di delicate tematiche

CitBot

Aiutare i cittadini nella difesa delle proprie libertà civili. È questo l’obiettivo che ha portato alla nascita di Citbot “L’intelligenza artificiale per le libertà dei cittadini” (una chat bot che apprende con l’uso) per iniziativa dell’Associazione Luca Coscioni. La prima fase di test è iniziata lo scorso giugno, con l’Intelligenza artificiale, sviluppata da Revevol Italia, che ha iniziato a dare informazioni sul Testamento biologico rispondendo alle oltre 6000 domande di quanti chiedevano chiarimenti sulle Disposizioni anticipate di trattamento. 

La scelta delle tematiche trattate
Terminata la fase di test, ora è possibile richiedere informazioni anche su temi come eutanasia, aborto e contraccezione. Il segretario dell’Associazione Luca Coscioni, Filomena Gallo, spiega il ragionamento dietro la scelta degli argomenti: «Abbiamo iniziato dai temi sui quali ricevevamo più richieste di informazioni, anche per l’assenza delle campagne d’informazione pur previste dalle leggi. Abbiamo deciso di agevolare la conoscenza dei diritti e dell’attuazione pratica, grazie a una semplice chat capace di rispondere 24h/24h chiarendo dubbi alle utenti e agli utenti in condizione di privacy e anonimato, come è fondamentale che sia su un tema come l’aborto e la contraccezione d’emergenza».  La mancanza di informazioni adeguate, ha spiegato la Gallo, porta tra le 15mila e le 20mila donne ogni anno a rischiare la propria salute, nonostante l’aborto sia una pratica consentita e gratuita. «CitBot  – ha aggiunto – fornisce risposte anche sulla pillola del giorno dopo e dei 5 giorni dopo e cerca di favorire il rapporto medico-paziente rinviando ad approfondimenti col proprio medico».

Tutti possono contribuire allo sviluppo
Al momento è in corso una serie di test per verificare il comportamento di CitBot su temi come la disabilità, l’immigrazione, le cure palliative e la fecondazione assistita con esperti e volontari che lavorano per allargare il database ad argomenti come la giurisdizione internazionale, il consumo di sostanze controllate e i diritti dei detenuti. Come riportato sul sito, citbot.it, la qualità delle risposte migliora grazie all’interazione con i cittadini, quindi si invita a inoltrare le eventuali risposte errate ricevute tramite una mail (specificando la domanda e la risposta ricevuta) all’indirizzo [email protected], utile anche per le candidature dei volontari. «Ormai tutti parlano di come l’Intelligenza Artificiale abbia già iniziato a sconvolgere il mondo del lavoro in particolare e la vita delle persone in generale, – ricorda Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni e ideatore del progetto –  A fronte di enormi investimenti commerciali, di sorveglianza generalizzata e militari, con il dominio assoluto della Cina e Stati Uniti d’America, l’Europa e l’Italia hanno una grande opportunità da cogliere per creare sistemi di Intelligenza Artificiale Civica, promuovendo i dati aperti, l’accesso alle informazioni pubbliche e le esercitazioni dei diritti civili e di partecipazione democratica. Con CitBot abbiamo l’ambizione di aprire un varco per iniziare questo percorso, nel quale vogliamo coinvolgere realtà piccole e grandi del mondo no profit nazionale e internazionale».