Cna: “Basta accanimento, tagliare commissioni del pos” 

Basta accanimenti, persecuzioni e discredito contro i ‘piccoli’: “La diffusione della moneta elettronica deve essere accompagnata dal drastico abbattimento dei costi e delle commissioni, da meccanismi incentivanti e non da obblighi”. E’ l’appello che arriva dal presidente della Cna, Daniele Vaccarino, nella sua relazione all’assemblea nazionale della confederazione in corso ad Ancona. “Ma, prima di tutto – scandisce Vaccarino – non deve essere rivolta contro alcune categorie professionali, come sta purtroppo accadendo in questi giorni. Insomma, vorremmo essere sicuri che il contrasto all’evasione venga condotto senza criminalizzare indistintamente autonomi, artigiani, commercianti, professionisti e piccole imprese”.  

“Siamo stanchi – denuncia ancora il presidente di Cna – di questo accanimento! Subiamo il discredito gettato da chi opera nell’illegalità e nell’abusivismo, da chi usa la protezione di un lavoro dipendente. Abusi finora diffusamente tollerati! La stessa tolleranza che vediamo nei confronti chi si avvale di sofisticati meccanismi elusivi, di chi mette in atto truffe carosello; di chi usa in modo illegittimo compensazioni e crediti fiscali, di chi non ha una sede territoriale stabile e realizza profitti miliardari attraverso una organizzazione digitale. È venuto il momento di far pagare il giusto anche i colossi del web. La web tax serve subito!”.  

Vaccarino chiede poi un cuneo più leggero per tutti e non solo per i dipendenti. “Se è giusto l’obiettivo di rendere più pesanti le buste paga per aumentare i consumi, lo è altrettanto – dice – ridurre le voci di costo per le imprese, a cominciare dalla decontribuzione del lavoro straordinario e dalla riduzione delle tariffe Inail, per la quale è necessario garantire continuità di copertura per i prossimi anni”.  

Il presidente Cna rivendica il ruolo delle piccole imprese nella creazione di occupazione. “Nelle nostre imprese il numero dei dipendenti negli ultimi 5 anni è aumentato del 15%. Permettetemi una considerazione al riguardo. Sappiamo che la coesione sociale non può essere trascurata e il contrasto alla povertà deve essere tra le priorità di ogni Governo”.  

“Ma – prosegue – l’utilizzo del ‘reddito di cittadinanza’ come politica per il lavoro è sbagliata, perché non incoraggia la ricerca di una occupazione e di alimentare l’economia sommersa, che penalizza le attività regolari dell’artigianato, del turismo e del terziario e delle professioni. Torniamo a chiedere regole stringenti, controlli severi e una efficace rete di strutture per il collocamento”.  

“Continuiamo testardamente a ritenere che il reddito su cui puntare sia ‘quello di lavoro’! Dunque, vorremmo essere messi nella condizione per crearne ancora di più. Lavoro qualificato, supportato da una formazione e aggiornamento professionale sempre più adeguati, rivolti anche a noi imprenditori! Per creare più lavoro abbiamo bisogno che i contratti a termine siano semplificati e i voucher siano ripristinati, perché sono strumenti utilissimi alle nostre piccole imprese per far fronte alle esigenze lavorative temporanee”.  

“Non può risultare credibile – continua Vaccarino – un fisco che scoraggia lo stesso desiderio di intrapresa, imponendola un prelievo prossimo al 60%! Che ci obbliga ad anticipare le imposte (split payment, reverse charge, 8% sui bonifici) sottraendoci preziosa liquidità. Un fisco che si concede il diritto di ritardare i rimborsi e di limitare sempre di più l’utilizzo delle compensazioni! Che di anno in anno promette e quasi mai mantiene l’impegno di alleggerire tasse e oneri amministrativi!”.