Colf, Inps: quasi il 90 per cento è donna e il 42 per cento viene dall’Est

L'Istituto nazionale di previdenza sociale fa il punto sul trend decrescente registrato nel corso del 2018

colf

Colf in calo in Italia del’1,4 per cento nel 2018 anno in cui hanno raggiunto complessivamente quota 859 mila, 11.807 lavoratori in meno rispetto all’anno precedente. La diminuzione più forte comunque , -4,9 per cento, è stata registrata nel biennio 2013-2014 dopo il forte aumento del 2012, +12,3 per cento per effetto della sanatoria riguardante i lavoratori extracomunitari irregolari. A fare il punto è l’Inps che mette in evidenza come esista un trend decrescente, quello del 2018 che comunque conferma la netta prevalenza di donne impiegate in questo lavoro che hanno raggiunto quota 88,4 per cento il valore massimo negli ultimi 6 anni.

Dati regionali
E’ il Nord-Ovest l’area geografica che, con il 29,7 per cento, presenta il maggior numero di lavoratori, seguita dal Centro con il 28,4 per cento, dal Nord-Est con il 20 per cento, dal Sud con il 12,3 per cento e dalle Isole con l’9,6 per cento. La regione che presenta il maggior numero di lavoratori domestici, sia per i maschi che per le femmine, è la Lombardia, con 155.467 lavoratori pari al 18,1 per cento, seguita dal Lazio (14,8 per cento), dall’Emilia Romagna (8,8 per cento) e dalla Toscana (8,7 per cento). In queste quattro regioni si concentra più della metà dei lavoratori domestici in Italia.

I lavoratori stranieri impiegati nei lavori domestici risultano essere il 71,4 per cento del totale. Ed è l’Europa dell’Est anche nel 2018 a rappresentare la zona di provenienza della maggioranza di “badanti”: 362.294, pari al 42,2 per cento del totale dei collaboratori domestici. Un numero, quello delle badanti che nel 2018 registra un lieve incremento (+1,5 per cento), più elevato per i lavoratori di nazionalità italiana (+9,1 per cento). Il numero di colf, invece, che costituiscono il 53 per cento del totale, evidenzia un calo del -3,7 per cento, influenzato maggiormente dalla diminuzione dei lavoratori provenienti dall’Europa dell’Est (-6,9 per cento) e dall’Africa del Nord (-12,6 per cento), mentre presentano un lieve incremento i lavoratori provenienti dall’America Centrale (+0,6 per cento) e gli italiani (+0,4 per cento).

Genere e età
E’ la classe d’età 50-54 anni quella maggiormente frequente tra i lavoratori domestici, con un peso pari al 17,5 per cento del totale, mentre il 15,9 per cento ha un’età pari o superiore ai 60 anni e solo il 2 per cento ha un’età inferiore ai 25 anni. Complessivamente nel 2018, annota ancora l’Inps, i lavoratori domestici sotto i 45 anni rappresentano il 34,4 per cento del totale, dieci anni fa i domestici sotto i 45 anni erano il 61,4 per cento. L’orario di lavoro medio settimanale è pari a 25-29 ore, sia per badante sia per colf, e a livello complessivo pesa per il 28,5 per cento. Tuttavia si osserva che ben il 53,7 per cento dei lavoratori con tipologia di rapporto badante, proprio per la caratteristica del lavoro che svolge, lavora mediamente più di 30 ore a settimana; mentre il 51,7 per cento dei lavoratori impiegati come colf lavora mediamente meno di 25 ore a settimana. Circa 85.583 dei lavoratori domestici, pari al 10 per cento del totale, guadagna tra i 1000 ed i 2000 euro annui di cui 75.069 donne e 10.514 uomini. Un “rapporto” donne-uomini che si conferma anche sulle cifre più alte: a guadagnare più di 13.000 euro l’anno sono 74.897 donne e 10.599 uomini per un numero complessivo di 85.496.

 

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