Come farsi amica la vicina di casa: dall’uovo allo zerbino

Alcuni suggerimenti da seguire e da evitare. Uno: non chiederle l’amicizia su Facebook e non seguirla su Instagram nella prima fase

vicina di casa

Storia vera, lontana anni luce dalla vicina di casa. Marco (nome di fantasia) a due ragazze sconosciute che passeggiano per il centro di Roma, a Trastevere: «Ciao, per caso conoscete un posto dove bere qualcosa?». Le due: «Ehm, guarda potresti andare lì oppure là, oppure…». Prendono anche il cellulare per indicare la strada più veloce. Ma Marco le interrompe praticamente a due passi da un locale che era di proprietà di un altro amico d’infanzia: «No, sai, c’è un posto carino proprio qui di fronte che fa ottimi cocktail. Perché non vi unite a noi?». Le ragazze, dopo un sorriso grande così, hanno accettato l’invito trascorrendo qualche ora in compagnia e lasciando i loro numeri di telefono a fine serata. Una faceva attrice (di Serie B), l’altra era fissata con i tatuaggi e con il fitness, forse lavorava in palestra. La conoscenza reciproca non è continuata, giusto per la cronaca.       

Regola numero uno
Dunque, la regola numero uno è: sicurezza e simpatia. Sempre. Anche a costo di incassare un no secco. Quella sera non c’era niente da perdere. L’asticella della difficoltà, infatti, si alza quando l’obiettivo diventa farsi amica la vicina di casa, la ragazza della porta a fianco. L’approccio non può essere così diretto a meno che tu non sia Mel Gibson con in più il super potere di leggere nella mente delle donne. Da segnalare che secondo un recente sondaggio, più della metà delle persone (53 per cento) ha dichiarato di avere almeno un vicino talmente fidato da potergli affidare le chiavi del suo appartamento.     

Rompere il ghiaccio e l’abc
Con la vicina di casa c’è un grande vantaggio perché c’è un argomento che vi accomuna: il condominio. Quindi, quando la incontri in ascensore o sul pianerottolo puoi attaccare bottone parlando di qualsiasi cosa inerente al palazzo dove abitate. Qui però scattano alcuni paletti da rispettare alla lettera. Uno: non chiederle l’amicizia su Facebook e non seguirla su Instagram. Due: non devi mai e poi mai “provocare” l’incontro che deve essere sempre fortuito. Tre: non dire mai quanto sei stanco perché lavori troppo. Quattro: non invitarla fuori o a casa tua in questa fase. Mai e poi mai. E’ più o meno come chiederle la mano.

La tattica dell’uovo
Quando parlate è fondamentale il contatto visivo, il gioco degli sguardi. Falla ridere. Per presentarsi con il nome aspettate almeno il terzo incontro fortuito. Vietatissimo il body contact. Se dovesse scattare una simpatia, allora vuol dire che è arrivato il tempo di provare una tattica: bussate alla porta della vicina per chiedere un uovo per la cena e poi per sdebitarvi portatele un pezzo di torta, magari il giorno dopo. Oppure un pacco di uova. Sono cose che si apprezzano. Niente fiori o regali particolari. Strappo alla regola: al massimo portatele uno zerbino (se non ce l’ha o è consumato) per farla ridere…    

Spostate la conversazione 
Qui arriva il difficile: spostare la conversazione su di lei, sulla vicina di casa. Assecondate i gusti, capite i suoi sogni. Insomma, quello che le piace fare. Si può iniziare partendo da una citazione di un film o di un telefilm per aprire una nuova finestra di conversazione. Gli argomenti sono tantissimi. Cinema, per esempio. E poi a chi non piace viaggiare? Insomma, la strada è tracciata. Avete un’amica in più…