Commercio: consumi deboli. A rischio migliaia di posti di lavoro

Il Codacons parla di una vera e propria "ecatombe" per i piccoli negozi, con le vendite che su base annua segnano picchi del -1,3 per cento

Cgia

Malissimo i dati sulle vendite al dettaglio di agosto. Ad affermarlo è il Codacons, commentando i dati diffusi dall’Istat. «Non solo rispetto al mese precedente le vendite calano dello 0,6 per cento, ma si registra un forte rallentamento anche su base annua, di cui fanno le spese soprattutto i piccoli negozi, a tutto beneficio dell’e-commerce», spiega il presidente dell’associazione Carlo Rienzi.

«Una battuta d’arresto molto pesante per il commercio, che riguarda anche i beni alimentari, con una diminuzione dello 0,9 per cento in valore e -1,0 per cento in volume. Per i piccoli negozi si registra una vera e propria “ecatombe”, con le vendite che su base annua segnano picchi del -1,3 per cento per gli esercizi fino a 5 addetti, mentre da gennaio gli acquisti, in tale tipologia di negozi, sono calati complessivamente dell’1,2 per cento», prosegue Rienzi.

«Una situazione critica che mette a repentaglio migliaia di posti di lavoro e di cui beneficia solo il commercio online, la cui corsa appare inarrestabile e che ad agosto segna un incremento delle vendite del +19,4 per cento rispetto allo scorso anno», conclude.

Il commento di Federdistribuzione
«Siamo ancora in un quadro di consumi deboli e incapaci di sostenere la crescita del Paese», sottolinea in una nota, Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione.

«La prossima legge di Bilancio deve essere lo strumento per invertire questa deriva, scongiurando una volta per tutte gli aumenti ma anche eventuali rimodulazioni delle aliquote Iva e configurandosi con una vera impronta espansiva, dando nuovo potere d’acquisto alle famiglie per rilanciare i consumi e incentivi alle imprese per riorganizzare le proprie strutture con criteri di innovazione e tecnologia per accelerare negli investimenti», conclude il presidente di Federdistribuzione.

Confcommercio
«La riduzione dei consumi in agosto è il coerente riflesso di una situazione di stallo dell’economia anche nel terzo trimestre. Le famiglie risparmiano gli eventuali modesti aumenti di reddito piuttosto che spenderli», sottolinea l’ufficio studi di Confcommercio. «Sul fronte della distribuzione, i miglioramenti di fatturato che si rilevano in alcuni segmenti – discount, esercizi specializzati e commercio elettronico – rappresentano al contempo elementi di vitalità e di grave squilibrio di un mercato le cui dimensioni si riducono con vantaggi solo per pochi a scapito di una forte crisi per altri», conclude la nota.

 

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