Comune Sondrio chiude tutte le pratiche di condono edilizio  

E’ il Comune di Sondrio tra i pochi capoluoghi di provincia italiani ad avere portato a termine la lavorazione per il condono edilizio di tutte le istanze di sanatoria relative alle vecchie tre leggi del 1985, 1994 e 2003. Il primato è valso alla città lombarda il premio ‘Best practice 2019’ assegnato dal Centro Studi Sogeea “per la brillante gestione delle domande di condono edilizio da parte dell’amministrazione”. “Quando ci sono delle amministrazioni che lavorano bene è importante sottolinearlo e dare loro il giusto riconoscimento” commenta con l’Adnkronos il direttore scientifico del Centro Studi Sogeea, Sandro Simoncini. 

L’urbanista consegnerà personalmente la ‘Vela d’argento’ al sindaco di Sondrio, Marco Scaramellini, nel corso della presentazione del Secondo rapporto sul condono edilizio in Italia che si tiene a Roma mercoledì prossimo, 6 novembre alle 10,30, nella biblioteca del Senato di piazza della Minerva, alla presenza del Vicepresidente del Senato, Ignazio La Russa. 

“Affrontare efficacemente una materia tanto complessa e delicata come il condono edilizio non è facile, perché alle questioni burocratiche si sommano le problematiche ambientali e gli equilibri nel rapporto con i cittadini” spiega l’urbanista.  

Simoncini segnala quindi che “oggi i Sindaci si trovano a dover gestire le conseguenze di leggi vecchie quasi 35 anni, quindi il dibattito non riguarda più l’essere o meno favorevoli alle sanatorie quanto come esaurire gli effetti di quelle norme”. E ciò, argomenta l’urbanista, “si può ottenere solo portando a termine l’iter delle domande che ancora si trovano negli archivi comunali, in modo da dare certezze alla collettività e incassare preziose risorse finanziarie”.  

“Certo, i dati che presenteremo mercoledì confermano l’esistenza di notevoli criticità e la necessità di un deciso cambio di passo, soprattutto attraverso una radicale modernizzazione delle procedure” scandisce ancora il direttore scientifico del Centro Studi Sogeea che nel Secondo rapporto nazionale sul condono edilizio analizza i tre condoni varati nel 1985, 1994 e 2003.  

In particolare, l’analisi del Rapporto riguarda l’individuazione del numero delle richieste di sanatoria presentate, delle pratiche lavorate e delle istanze ancora in giacenza e della tipologia di archivi esistenti. Il Rapporto accende anche un faro soprattutto sull’ammontare delle somme ancora da incassare Comune per Comune.