Confedilizia frena Fmi su prima casa, tasse immobili schizzerebbero da 21 a 30 mld l’anno  

(di Andreana d’Aquino)- Se per il Fondo Monetario Internazionale la ricetta per i conti pubblici italiani deve passare anche da un ritorno alla tassa sulla prima casa, per Confedilizia l’indicazione è irricevibile. “Di questo invito del Fmi ne penso malissimo” scandisce il presidente della storica organizzazione dei proprietari di casa, Giorgio Spaziani Testa, che,

intervistato dall’Adnkronos, rilancia invece sulla ‘flat tax immobiliare’, cioè la cedolare secca, stabilizzandola anche sugli immobili commerciali”.
 

Riguardo al ritorno della tassa sulla prima casa, Spaziani Testa chiarisce che “se si leggono bene i documenti del Fmi, le loro carte parlano di un aumento di 8-9 miliardi di euro l’anno sulla prima casa” spiega. “Si passerebbe cioè da 21 a 30 miliardi di euro l’anno di sole imposte patrimoniali sugli immobili”, incalza il presidente di Confedilzia
che rileva come l’organizzazione internazionale, “non dica ‘riordiniamo il fisco italiano’ mettendo l’imposta sulla prima casa e magari riducendo altre imposte sugli immobili così già gravati fiscalmente”. Piuttosto, “il Fondo Monetario Internazionale dice che si può recuperare mezzo punto di Pil aggiungendo altre tasse, ripristinando la tassa sulla prima casa ma rendendola anche più gravosa di prima attraverso interventi sul catasto. In questo modo si verrebbe a raddoppiare la tassa sulla prima abitazione rispetto a com’era prima” e “si arriverebbe a 8-9 miliardi di ulteriore prelievo fiscale patrimoniale sugli immobili”.  

Si passerebbe cioè, prosegue il presidente di Confedilizia, “secondo l’idea del Fmi, se letta attentamente, da 21 a 30 miliardi di euro l’anno di sole imposte patrimoniali sugli immobili, senza contare tutte le altre tasse che già gravano sugli immobili, come quelle sul reddito o sulle compravendite con l’imposta di registro”. E, “se avanzasse lo scenario indicato dal Fmi, si aggreverebbe una situazione già segnata dalla crisi economica e che non riguarderebbe solo gli immobili ed i proprietari di immobili ed il settore in se stesso ma tutta l’economia” avverte Spaziani Testa. Perchè, osserva, “gli eccessi di tassazione sugli immobili determinano tante ricadute: certamente una contrazione dei consumi che si è già vista dopo la manovra Monti e con la perdita di valore degli immobili” che provocherebbe il “cosidetto ‘effetto ricchezza’, ovvero io risparmiatore so che il mio investimento vale meno e quindi spendo meno”. E inoltre v
a considerato secondo “tutto quello che ruota intorno al mattone: imprese di ristrutturazioni, settore dell’arredamento, oltre a tutto ciò che si muove per una compravendita: dalla piccola ristrutturazione alla grande riqualificazione urbanistica”. Un quadro che, scandisce ancora, “aprirebbe anche tutto il capitolo sul consumo di suolo”. 

FLAT TAX IMMOBILIARE – E mentre rimane acceso il dibattito sull’introduzione della flat tax, “in attesa di un provvedimento generale che richiede tempo, il Governo potrebbe subito, e più rapidamente, rafforzare quella che noi definiamo la ‘flat tax immobiliare’, cioè la cedolare secca, stabilizzandola anche sugli immobili commerciali”. E’ il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, a lanciare la proposta all’esecutivo giallo-verde, intervistato dall’Adnkronos, Il numero uno della storica organizzazione dei proprietari di casa chiede quindi di “fissare anche oltre il 2019, già con il Decreto Crescita, la tassazione agevolata sui locali commerciali”. Spaziani Testa segnala che “la cedolare secca per la casa ha mostrato già le sue ricadute positive sull’intero settore abitativo”, per questo, argomenta, “possiamo dire che c’è già una ‘flat tax immobiliare’ di cui conosciamo i vantaggi e, che ha già funzionato benissimo, quindi, si dovrebbe ora stabilizzarla anche per i locali commerciali”. Adesso il provvedimento, “vale solo per contratti di affitto stipulati nel 2019 ma inviterei il Governo a stabilizzare la cedolare secca sui contratti degli immobili commerciali applicandola anche per quelli stipulati dopo l’anno in corso” ribadisce Spaziani Testa. Questo passo in avanti nelle locazioni commerciali, segnala, “aiuterebbe anche a salvare dal degrado alcune città e tanti piccoli centri”. In Italia, riferisce infine, “ci sono 600mila locali commerciali vuoti che non si riesce a piazzare sul mercato” mentre “una cedolare secca stabilizzata potrebbe rinvigorire il settore commerciale ancora in affanno dopo la grande crisi economica”.  

(Fonte: Adnkronos)