Consulenti del lavoro, la M&G contrattacca e chiede un risarcimento milionario

L'azienda guidata dall'imprenditore romano, Luca Gallo, ha citato in giudizio il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro, la Fondazione studi dei Consulenti del lavoro e l’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro

Il Tribunale ordinario di Roma

«Dopo mesi di attacchi unilaterali, la M&G ha deciso di scendere in campo per difendere la
propria reputazione», così l’azienda guidata dall’imprenditore romano, Luca Gallo, contattata dalla redazione di Momento Italia, ha annunciato di aver citato in giudizio il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro, la Fondazione studi dei Consulenti del lavoro e l’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro.

In un atto di citazione lungo venti pagine, depositato presso il Tribunale ordinario di Roma a metà ottobre, i legali della M&G ripercorrono i due anni di quella che definiscono «una campagna mediatica aggressiva e distruttiva» ai danni dell’azienda “rea” di «aver creato occupazione a livelli straordinari anche in aree del mezzogiorno ove nessuno investe da anni». In sostanza, secondo l’azienda, i Consulenti del lavoro «travalicando i confini della loro funzione» hanno posto la lente di ingrandimento sulla M&G ed «hanno dato grandissimo risalto» alle problematiche che la società ha avuto negli ultimi anni con altri Enti del settore «arrecando così grave danno alla reputazione dell’azienda stessa».

Che cosa è successo?
A luglio dello scorso anno la M&G era stata privata dell’autorizzazione alla somministrazione di lavoro, un provvedimento contro il quale la società ha prontamente presentato ricorso al Tribunale amministrativo del Lazio. Il Tar ha integralmente accolto l’istanza dichiarando illegittimo e annullando il provvedimento di revoca emesso dall’Anpal e richiedendo l’immediato reinserimento della M&G nell’Albo delle Agenzie per il Lavoro. A seguito di questo avvenimento, però, la M&G ha voluto compiere un passo imprenditoriale coraggioso ossia rinunciare alla possibilità di usufruire dell’istituto della somministrazione per concentrarsi sullo svolgimento di servizi per le imprese.

Il danno d’immagine
Ora, nell’atto di citazione, che Momento Italia ha visionato, l’azienda accusa i Consulenti del
lavoro di «non aver mai speso una parola sui provvedimenti del Tar e del Tribunale ordinario che hanno dichiarato inequivocabilmente che la M&G ha subito un ingiusto trattamento dagli Enti dello Stato poiché non vi era alcuna prova dell’asserito illegittimo comportamento».

In seguito alla diffusione sui siti ufficiali dei Consulenti del lavoro «di dichiarazioni relative a
presunte irregolarità perpetrate dalla M&G, la reputazione dell’azienda e il suo prestigio
professionale sono stati ingiustamente lesi con gravissime ripercussioni sull’attività e sui
livelli occupazionali», ha dichiarato l’avvocato dell’M&G, Chiara Iovine, che insieme al collega Gianluigi Buono, ha presentato l’atto di citazione.

La difesa della storia imprenditoriale
Già a marzo, dopo la sentenza del Tar, il presidente dell’M&G, Luca Gallo, aveva annunciato
l’intenzione di voler intraprendere un’azione legale per l’indennizzo di tutti i danni subiti.
Oggi quell’intenzione è diventata una pesante richiesta di risarcimento per oltre 4 milioni e
600 mila euro. «Una richiesta importante da cui l’M&G non ha potuto esimersi per difendere
la propria trasparenza, la propria correttezza e la propria storia imprenditoriale», incalza
l’azienda.

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