Conte: “Accelerare la verifica, no ultimatum

Conte, nella conferenza stampa di fine anno, avverte Renzi: stop “agli ultimatum”, sì al dialogo e “se manca la fiducia di un partito” si va “in Parlamento”. Se il problema è il rimpasto “lo affronteremo”.

Quindi assicura che sul Recovery il documento finale “sarà pronto per metà febbraio”. Per quanto riguarda la governance del Recovery, invece, pensa a un decreto così come chiede l’Ue. Intanto, la delegazione di IV presenta al Mef la sua proposta divisa in 62 ‘appunti’ e continua a incalzare il governo che, nel frattempo, ha già elaborato una nuova bozza. Si tratta di un testo di 153 pagine con tanto di cronoprogramma dei singoli progetti e l’indicazione, come vuole l’Ue, di ‘milestones’ e target. Per quanto riguarda la scuola il governo punta a ripartire il 7 gennaio almeno al 50%.

La conferenza stampa di Conte – Occorre “accelerare” la cosiddetta verifica di maggioranza, così da affrontare “nei primi giorni di gennaio” il Recovery Plan, da consegnare poi alle “forze sociali e al Parlamento” per definirlo in via definitva “a febbraio”, ha detto il premier Giuseppe Conte alla conferenza stampa di fine anno. “Dobbiamo avere una prospettiva di legislatura nel quadro dell’occasione storica dei 209 miliardi del Recovery plan.Ma non possiamo permetterci di galleggiare”, ha detto. E poi ha aggiunto: “Senza la coesione delle forze di maggioranza si può vivacchiare”.

Il premier cita quindi Aldo Moro. “Ci sono due aspetti che non riesco a fare miei. Uno sono gli ultimatum, non appartengono a mio bagaglio. In ultimo discorso, l’ultimo fatto nel febbraio 1978, Moro ha detto che gli ultimatum non sono ammissibili in politica, significano far precipitare le cose e impedire una soluzione. Io sono per il dialogo e il confronto e trovare una sintesi per il Paese”.

“Un’altra cosa non mi appartiene oltre agli ultimatum – ha aggiunto il premier -. Noi stiamo lavorando al futuro del Paese, stiamo lavorando per il Recovery Plan, abbiamo fatto una manovra espansiva di 40 miliardi, lavoriamo al Bilancio europeo, sono qui per programmare il futoro. Non potrei distogliermi da questi impegni per impegnarmi in una campagna elettorale”.

Se verrà meno la fiducia di un partito andrò in Parlamento”, spiega Conte, e se verrà posto il problema del rimpasto “lo affronteremo”. Sul Mes, invece, “sarà il Parlamento a dover decidere”.