Conte alla maggioranza: “Serve coesione per battersi in Ue”

Un messaggio alla maggioranza (“serve coesione per battersi in Ue) e un altro per l’avvio in tempi rapidi del Recovery. Il premier Giuseppe Conte interviene alla Camera per le comunicazioni in vista del Consiglio Europeo all’indomani di una giornata segnata da intense fibrillazioni sul fronte politico. Alla fine l’intesa sulla risoluzione di maggioranza da votare è stata raggiunta, e oggi è arrivata la firma di Italia Viva dopo l’intervento in Aula del presidente del Consiglio.

RECOVERY – “Rimane urgente una soluzione che, dando attuazione all’accordo di luglio, superi il veto ungherese e polacco e consenta il tempestivo avvio di Next Generation Eu e il piano pluriennale. I cittadini non perdonerebbero un segnale che contraddica lo storico accordo raggiunto, che rappresenta un profondo e irreversibile cambiamento di paradigma delle politiche economiche dell’Unione” ha affermato Conte alla Camera.

 

MES – “L’Italia – ha poi spiegato il premier – si farà promotrice di un cambiamento per integrare” il nuovo Mes “nel quadro della nuova normativa europea come il nuovo Next Generation Eu che auspico possa diventare strutturale”.

“Sta cambiando la fisionomia dell’Unione europea, siamo determinati affinché la nuova Europa superi l’approccio angusto dell’austerità” ha sottolineato il premier, “convinto che per cambiare l’Europa sia decisivo ben altro percorso. Devono essere riconsiderate in maniera radicale struttura e funzione del Mes affinché sia trasformato in uno strumento diverso”. Per quanto riguarda il Meccanismo europeo di stabilità, “resta la responsabilità delle Camere sulla ratifica” del trattato, ha detto Conte.

“Com’è noto – ha evidenziato ancora – la riforma del Mes conteneva il Backstop comune, che è obiettivo cardine per il nostro Paese. Grazie al contributo italiano l’Eurogruppo ha trovato un’intesa per introdurlo all’inizio del 2022, con due anni di anticipo” rispetto ai tempi previsti.

Inoltre, “l’Italia, nell’ambito della Conferenza sul futuro dell’Unione europea, si farà promotrice di una proposta innovatrice che porti a superare la sua natura di accordo intergovernativo, legato a un paradigma che ritengo ormai obsoleto rispetto alle sfide che abbiamo davanti. L’obiettivo – ha illustrato – è quello di integrare il ‘nuovo’ Mes nel quadro dell’intera architettura europea, anche al fine di assicurare un maggior raccordo con le Istituzioni dell’Unione, che certamente offrono maggiori garanzie di trasparenza e di democraticità”.

“Il modello al quale ispirarsi nel costruire, a livello europeo, gli strumenti di politica economica del futuro è certamente Next Generation EU, che auspico fortemente – lo ribadirò in tutte le sedi, formali e informali, di confronto con gli altri leader europei – possa diventare ‘strutturale'”.