Conte ‘cancella’ la Lega Via Quota 100 e dl Salvini

Il Conte Due sotterra l’impronta leghista del Conte Uno. Il presidente del consiglio assicura che Quota 100 verrà archiviata. Era un progetto triennale che sta arrivando a scadenza e il rinnovo “non è all’ordine del giorno”, spiega dal Festival dell’Economia di Trento. E poi ci sono i decreti sicurezza, che saranno riscritti al più presto – “al primo Cdm utile” – , con un “progetto ampio”, per garantire “un meccanismo di protezione per i cittadini e per i migranti”. L’accelerata, da sempre auspicata dal Pd, piace a Matteo Renzi: “L’abolizione di Quota 100 è una svolta importante – dice il leader di Iv – e rimedia ai danni del governo populista”. Matteo Salvini annuncia invece barricate e tuona: “Vogliono tornare alla Legge Fornero. La Lega non lo permetterà”. Con un Pd che continua a chiedere al governo di fare, fare e poi fare, e un Movimento Cinque Stelle in cerca di se stesso, il presidente del consiglio Giuseppe Conte si inventa motivatore. “Non dobbiamo disunirci, sfilacciarsi”, dice rivolgendosi anche all’opposizione, ma parlando soprattutto agli alleati. Perché questa è “la fase cruciale della ricostruzione. Possiamo vincere la sfida della ripartenza”. Insomma, il messaggio è: ci sono i 209 miliardi del Recovery Fund da spendere. Pensiamo a come investire quelli, e non ci perdiamo nelle liti, non mettiamo a repentaglio la maggioranza. I piani cominciano a definirsi, “aggregheremo i singoli progetti – spiega Conte – che forniranno una visione di Paese, in linea con le indicazioni Ue. Avremo una struttura normativa dedicata al Recovery plan”. Un’operazione, aggiunge il ministro per gli Affari europei, Vincenzo Amendola, per “tornare a crescere, a investire, e ad avere una prospettiva macroenomica anche di rientro del debito”.

LE DICHIARAZIONI DI CONTE

“Nessuno può pensare che la gestione dei flussi migratori, un fenomeno così complesso e da gestire con approccio multilivello, possa essere risolto da un mese all’altro. E’ un percorso che stiamo facendo e che già ha segnato una prima tappa nell’estate 2018 quando maturò la consapevolezza che Dublino dovesse essere superato. La proposta della Commissione europea è un passaggio non trascurabile ma sicuramente non è l’approdo di una politica europea efficace di gestione dei flussi migratori” che deve basarsi sul “principio di solidarietà”. Lo dice il premier Giuseppe Conte al festival dell’Economia di Trento. “Per chi si sottrae agli adempimenti dovrà esserci un meccanismo penalizzante”, risponde a una domanda su eventuali multe a chi non accoglie.

Sulle modifiche dei decreti sicurezza di Salvini “prima dell’estate è già stato fatto un lavoro intenso. Vogliamo allargare il meccanismo di sicurezza e protezione per i cittadini e per i migranti stessi, che arrivano spesso in condizioni di fortuna. E’ un progetto molto più ampio che cercheremo di integrare nelle modifiche che al primo Consiglio dei ministri utile cercheremo di portare. Ci stiamo lavorando adesso sul piano tecnico” ha anche affermato il presidente del Consiglio.

“Quota 100 è un progetto triennale di riforma che veniva a supplire a un disagio sociale. Non è all’ordine del giorno il rinnovo di quota 100″ ha sottolineato Conte

Tra le riforme che ci aspettano possiamo anche lavorare su quella delle pensioni. Dobbiamo metterci attorno a un tavolo: ad esempio fare una lista dei lavori usuranti mi sembra la prospettiva migliore. Un professore universitario vorrebbe lavorare a settant’anni, mentre in tanti lavori usuranti non possiamo prospettare una vita lavorativa così lunga. Dobbiamo avere il coraggio di differenziare” ha annunciato il premier.

“Standard & poor ha fatto le stime di calo del Pil più ottimistiche di quelle che abbiamo noi attualmente: danno 8,9%. L’Istat ci dà un indice di fiducia che sta salendo. Abbiamo dati molto positivi ma l’Italia non potrà mai avere un rimbalzo molto significativo se gli altri Paesi europei si troveranno nei guai. Non si cresce da soli” ha evidenziato Conte parlando al festival dell’Economia di Trento.

 

Nel pomeriggio ‘Thinking about next generation EU’, con il ministro per gli affari europei Vincenzo Amendola e con Roberto Perotti. Con il Recovery Fund, Bruxelles ha messo a disposizione del governo 209 miliardi di euro per finanziare un piano di ripresa per l’Italia, in parte sotto forma di sovvenzioni a fondo perduto e in parte sotto forma di prestito. Qual è la strategia più vantaggiosa per far ripartire il paese? Quali ostacoli potrebbero impedirgli di essere pienamente efficace?