Conte cede la delega ai servizi

Benassi, già ambasciatore d’Italia a Tunisi e a Berlino, è stato al fianco di Conte nelle trattative a Bruxelles per il Next Generation, o Recovery fund. Si tratta, indubbiamente, di un uomo di fiducia del premier, ma quello di stasera è un segnale importante in vista degli sviluppi futuri del governo. Il duo Conte-Casalino era sicuro di riuscire a trovare facilmente i ‘volenterosi’, pronti a sostituirsi ai senatori renziani, ma le trattative, soprattutto dopo le dimissioni di Lorenzo Cesa, si sono complicate ulteriormente.

Il ministro Luigi Di Maio, parlando di fatto a nome del M5S, ha chiuso ogni porta all’Udc. Ma non solo. In molti, dentro il Pd, sarebbero favorevoli a un riavvicinamento tra i giallorossi e i renziani e questa di stasera potrebbe essere una mossa importante in vista di una riconciliazione tra le due parti. A ben vedere, infatti, questa sarebbe la seconda vittoria per l’ex premier fiorentino, dal momento che, già prima che Italia Viva ritirasse la sua delegazione nel Conte-2, il Recovery Fund era stato radicalmente cambiato rispetto all’impostazione originaria.

D’altronde neanche tra i dem c’era un grande entusiasmo per l’eccessivo accentramento di poteri da parte del premier e, persino, il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, in più occasioni, aveva espresso perplessità sull’azione di governo. “Si deve cambiare passo”, è stata una delle dichiarazioni più frequenti tra gli esponenti del Partito Democratico che, almeno inizialmente, hanno assecondato le bordate lanciate da Matteo Renzi nei confronti di Palazzo Chigi. Il gruppo di Italia Viva, almeno per il momento, non ha subìto defezioni in Senato, ad eccezione del voto favorevole del socialista Riccardo Nencini (non propriamente un renziano).

“Visto e considerato che il tempo stringe, piuttosto che raccattare Ciampolillo di qua o di là, allora perché non tendere un ramoscello d’ulivo al senatore di Scandicci?”. È la domanda che, probabilmente, è iniziata a balenare nella testa dell’Avvocato del popolo che non intende assolutamente mollare lo scranno di Palazzo Chigi per paura di doverlo lasciare per sempre. L’operazione “volenterosi” imporrebbe, infatti, la nascita di Conte Ter e la ridefinizione di tutte le varie caselle di governo, alla luce della nuova maggioranza che andrebbe a formarsi. Meglio, dunque, non rischiare, fare mea culpa e riaccogliere l’alleato riottoso concedendo qualche posizione di potere. Le prossime ore e i prossimi giorni saranno decisivi, anzi cruciali per capire se Conte ricadrà nell’abbraccio mortale di Renzi oppure (cosa assai difficile) se riuscirà a trovare quei 15 senatori che gli servono per fare a meno di lui.