Conte: non farò un mio partito, Zone rosse? Ho agito secondo coscienza

Venezia

Il premier Giuseppe Conte ha chiaro il percorso da seguire nei prossimi mesi e, in un colloquio con i giornalisti alla vigilia degli Stati generali, riportato da diversi quotidiani, afferma di aver “un piano” per la ripartenza, che “prima deve essere presentato alle parti sociali e alle imprese”.

ZONE ROSSE E PARTITO

Sull’inchiesta dei Pm di Bergamo in merito alle zone rosse in Lombardia, ribadisce: “Ho agito in scienza e coscienza”. Nega inoltre di voler fondare un proprio partito: “Sarebbe folle dedicare anche un minimo di energie a questi pensieri”. “Io sono qui non per interessi personali o per coltivare un mio partito, o per favorire miei amici e conoscenti, ma per svolgere questo servizio. Un incarico di rilievo diventato ancora più gravoso per l’emergenza. Sarebbe folle da parte mia dedicare anche solo un minimo di energie a questi pensieri”, dice il presidente del Consiglio in un’intervista al quotidiano La Repubblica, rispondendo alla domanda se intenda fondare un suo partito.

STATI GENERALI

Conte sottolinea che “non si tratta di una fuga in avanti. In ogni caso la situazione del Paese è tale che bisogna fare questa iniziativa, e farla con questa modalità largamente condivisa. E’ davvero urgente per avere uno scatto in avanti”. Conte poi spiega che l’invito all’opposizione a Villa Pamphili “dimostrava grande riguardo. Non li ho invitati come fossero una associazione di categoria o sindacale. Non li facevo scorrere come gli altri ospiti. Avevo riservato loro un intero pomeriggio. Mi è stato risposto che la sede non è istituzionale, ma c’è un difetto di conoscenza: a villa Pamphili sono stati ricevuti capi di governo”.