Conte: “Ora cautela. Con il nuovo decreto meno libertà per preservare la salute”

Foto Ansa

Nel giorno dedicato a San Francesco, patrono d’Italia, il premier Giuseppe Conte disegna una «nuova alba» e prova a volare alto, come le Frecce tricolori che pochi minuti dopo segneranno il cielo di verde, bianco e rosso. Il presidente del Consiglio parte dagli «interrogativi fondamentali sulla vita e sulla morte» che i mesi più dolorosi della pandemia hanno posto a ciascuno, attinge alla terza Enciclica del Papa e alla «ricca spiritualità» del Poverello di Assisi e chiede agli italiani di non abbassare la guardia contro il virus: «Siamo consapevoli che il nemico non è stato ancora sconfitto. Siamo consci però di non poter disperdere tutti i risultati sin qui raggiunti a prezzo di molti sacrifici». Nel suo terzo discorso alla nazione dalla loggia del Sacro Convento di Assisi, Conte esplicitamente non lo dice, ma tra le righe del testo si coglie quel che fino a ieri il giurista di Palazzo Chigi non aveva voluto ammettere: l’impennata dei positivi, che preoccupa moltissimo il presidente Mattarella, angoscia molto anche lui. Ieri sera il capo del governo si è chiuso con i ministri e i capi delegazione per decidere la stretta sulle regole di contenimento. «Sin dall’inizio di questa emergenza il governo ha seguito il metodo della massima precauzione — ricorda Conte prima di lasciare Assisi — Siamo ancora in piena pandemia e il costante aumento dei contagi in tutta Italia, seppur comunque ancora sotto controllo, ci impone di tenere l’attenzione altissima e di continuare a essere molto prudenti».

Attenzione massima e cautela, ecco in sintesi l’appello che il presidente lancia a due giorni dall’informativa di Roberto Speranza in Parlamento, che si terrà domani. Il nuovo Dpcm sarà firmato entro mercoledì e renderà più stringenti le regole. Il ministro della Salute propone di rendere obbligatorio in tutto il Paese l’uso delle mascherine all’aperto e un altro giro di vite di cui si discute riguarda le feste private. Conte non entra nei dettagli, ma insiste sulla necessità di proteggere la salute dei propri cari, anche «rinunciando ad alcune libertà» e apre a un inasprimento delle norme: «Come abbiamo sempre fatto, qualsiasi misura sarà adottata in piena trasparenza e all’insegna dei principi di proporzionalità e adeguatezza. È stato così nella fase acuta della pandemia e così continuerà a essere. Tutelare la salute dei cittadini e quindi garantire condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro e ovunque si svolga la vita sociale, significa preservare anche l’economia e il nostro tessuto produttivo». Ecco il «principio cardine» che ispirerà le scelte del governo anche nella seconda ondata del virus, che purtroppo, riconosce il premier, è già iniziata: «Interverremo in maniera ponderata e solo nelle modalità ritenute necessarie e adeguate, per ottenere lo scopo di contenimento del contagio».