Conte prende tempo con l’Ue 

Più conciliante il premier Giuseppe Conte che chiede più tempo all’Ue, così come il ministro Tria preoccupato per spread e mutui per il quale è “nell’interesse dell’Italia e dell’Ue sdrammatizzare i toni del dibattito, per garantire la prosecuzione del dialogo instaurato”. E se il vicepremier Luigi Di Maio ha spiegato che con l’Unione europea il governo mira “ad appianare le tensioni” e che ci sarà “dialogo a oltranza, non muro contro muro”, Matteo Salvini si è dimostrato più litigioso. La nuova bocciatura di Bruxelles sulla manovra ha agitato gli animi del governo gialloverde.

Conte – Dopo aver messo in chiaro che “se si tratta di difendere gli italiani non siamo disposti a rinunciare a nulla”, il presidente del Consiglio però ha assicurato anche che “non c’è nessuna ribellione, nessuna presunta disubbidienza alle regole comuni”, essendo “una manovra impostata per gli interessi degli italiani, e anche dell’Europa”. Poi, intervenendo nell’Aula di Montecitorio con un’informativa urgente, ha sottolineato: “Nel caso in cui l’Ecofin dovesse decidere di aderire alla raccomandazione della Commissione, chiederemo tempi di attuazione molto distesi”, ha detto il presidente del Consiglio intervenendo . “Questo tempo – ha spiegato – ci servirà per consentire alla manovra economica di produrre i suoi effetti sulla crescita e, grazie a questo, di ridurre il debito pubblico”. All’Ecofin “ribadiremo gli effetti della manovra sulla crescita. Nell’immediato miriamo all’accelerazione degli investimenti e alla possibile rimodulazione di alcuni interventi previsti dalla legge di bilancio, se dal confronto parlamentare dovessero emergere indicazioni che possano accrescere gli effetti positivi delle misure proposte sulla crescita, senza alterarne la ratio e i contenuti”.

Tria – “Se l’aumento dello spread” tra Btp e bund tedeschi “persistesse nel tempo la traslazione sui tassi praticati dalle banche per i mutui ipotecari potrebbe risultare più significativa” è stato l’avvertimento del titolare di via XX settembre durante il Question Time al Senato in merito all’andamento dello spread e circa il grado di incidenza sui mutui dell’eventuale persistenza dei livelli alti dello spread. Quanto alla manovra, il ministro dell’Economia ha provato a calmare le acque, spiegando che è “nell’interesse dell’Italia e dell’Ue sdrammatizzare i toni del dibattito, per garantire la prosecuzione del dialogo instaurato, che deve concentrarsi su elementi fattuali della proposta di bilancio e strumenti di monitoraggio di finanza pubblica, di cui già disponiamo”. In ogni caso, “le novità ci saranno quando partirà la trattiva” con l’Europa sulla manovra, a un passo dalla procedura di infrazione. ”Siamo convinti – ha detto ancora il ministro – che l’impianto della manovra assicuri il totale controllo dei conti pubblici, nei limiti della moderata politica espansiva, resa necessaria dal rallentamento dell’economia che si intente contrastare” poi ha ricordato che ” al momento, il disegno delle misure principali della manovra è ancora in via di definizione, al fine di garantire alle stesse la massima efficacia in termini di occupazione e sviluppo”. ”E’ nostra intenzione ribadire, nell’ambito del dialogo con l’Europa, che i rischi prospettati non sono limitati al nostro contesto ma possono riguardare anche gli altri paesi – ha osservato infine il ministro -. Per questa ragione sarebbe auspicabile un riconoscimento da parte delle autorità europee, della necessità di affrontare questi rischi in modo congiunto e senza pregiudizi”. In questa direzione, ha spiegato Tria, ”prosegue il dialogo con la commissione, con l’obiettivo di arrivare a una soluzione condivisibile”.

Di Maio – “Io credo che ci siano i margini per un dialogo e per un confronto” con l’Europa sulla manovra, ha detto il vicepremier parlando con i giornalisti in sala stampa alla Camera. “L’importante – ha proseguito – è non far percepire che la Ue stia chiedendo all’Italia di fare macelleria sociale. Noi non siamo d’accordo se dobbiamo ridurre la platea di quota 100 o i cittadini che devono prendere il reddito di cittadinanza. Non siamo d’accordo se non ci permettono di rimborsare i truffati dalla banche”. “Per tutto il resto, se vogliamo lavorare sui tagli agli sprechi, sulla riorganizzazione della spesa pubblica, siamo d’accordo: ci diano una mano”, però “non si può pensare che per uno 0,4 di deficit in più l’Italia sia colpevole di aiutare per la prima volta pensionati, disoccupati e lavoratori che meritano la pensione. Non si può trattare l’Italia in questo modo – rimarca il vicepremier – dopo che per anni si sono massacrati gli italiani e per la prima volta c’è un governo che sta aiutando i cittadini”. “La procedura di infrazione va discussa, prima di tutto. Io credo nella discussione – ha sottolineato Di Maio – Spero che ci sia il più possibile dialogo e confronto perché noi vogliamo spiegare le nostre ragioni, vogliamo spiegare le ragioni del perché una procedura di infrazione non sia giusta in quanto la nostra manovra vuole ridurre il debito pubblico aiutando le fasce più deboli della popolazione”. E su una eventuale manovra correttiva prima delle europee, ha aggiunto: “Escludo questa possibilità. Voglio lavorare per migliorare la legge di bilancio durante il lavoro in Parlamento che si sta facendo”.

Salvini – “Gliela mandiamo noi la letterina all’Europa, dicendo che ci ha rotto le scatole con le manovre che in questi vent’anni hanno distrutto la nostra agricoltura, la nostra industria…”. Matteo Salvini è un torrente in piena. “Sapete che dicono che non posso toccare la legge Fornero? Beh, fosse l’ultima cosa che faccio, quella legge ingiusta e infame la smonto…” ha detto il vicepremier in un comizio a Nuoro. Le parole del ministro dell’Interno seguono quelle di replica, in giornata, al commissario europeo agli Affari economici e monetari. “Il popolo italiano non è un popolo di mercanti di tappeti o di accattoni. Moscovici continua a insultare l’Italia, ma il suo stipendio è pagato anche dagli italiani. Ora basta: la pazienza è finita” ha avvertito Salvini in merito a quanto dichiarato da Moscovici rispondendo in commissione Finanze dell’Assemblea Nazionale francese alle domande dei deputati sul caso italiano e sulla possibilità di un accordo con Roma sulla manovra bocciata dall’esecutivo Ue. “Il problema di un accordo è che bisogna intendersi su ciò che può essere: quando si parla di regole si può avere un accordo sulle regole, ci si può avvicinare alle regole o lavorare nel quadro delle regole, non può essere una discussione con un mercante di tappeti” ha detto Moscovici. “Da commissario sono stato piuttosto accusato negli ultimi anni in Europa di essere dalla parte della flessibilità, di non essere abbastanza duro, io sono sempre stato per le regole con la dose di flessibilità che autorizzano. Anche per l’Italia, ma non posso distorcere le regole”, ha scandito il commissario europeo agli Affari economici e monetari.

 

(Fonte: Adnkronos)