Conti pubblici, Brunetta: «in autunno lo spread farà cadere il governo»

Per l'ex ministro della Pubblica Amministrazione il governo Conte, in tema di finanza pubblica, «naviga a vista e senza un obiettivo chiaro»

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«Sul fronte dello spread e dei mercati finanziari si preannuncia un autunno da allarme rosso per il nostro paese», ad affermarlo, in una lunga nota è Renato Brunetta, deputato di Forza Italia. «I segnali di una nuova ondata di svendita dei nostri titoli di Stato ci sono già tutti. Innanzitutto, il Fondo Monetario Internazionale ha concluso la sua missione di monitoraggio dello stato dell’economia italiana rinviando il suo giudizio ad ottobre, poiché, come riportano gli stessi funzionari di Washington, il team di lavoro non è stato in grado di capire qual è la politica economica del nuovo governo guidato da Giovanni Conte. La notizia ha davvero dell’incredibile se si pensa che il fatto non ha precedenti. Gli economisti del Fondo hanno dovuto arrendersi all’evidenza che i membri del governo italiano non hanno ancora definito una strategia su come gestire la finanza pubblica, lasciando intendere che si naviga a vista e su annunci propagandistici, senza un obiettivo chiaro, o peggio, con obiettivi delle due anime del Governo, Lega e Movimento Cinque Stelle, in chiaro conflitto tra di loro – . sottolinea Brunetta che continua – Se gli economisti del Fondo non sono stati in grado di capire quali sono gli obiettivi economici del Governo, nemmeno i funzionari della Commissione Europea riusciranno a capirli nella prossima valutazione di settembre ottobre, nonostante questi dovranno per forza di cose essere esplicitati nella Nota di Aggiornamento al DEF (metà settembre), la quale sarà il vero e proprio terreno di scontro tra le varie componenti dell’Esecutivo».

«In questa situazione di totale caos – , dice ancora l’ex ministro della Pubblica Amministrazione – gli investitori internazionali stanno cominciando seriamente a pensare di disinvestire dalle attività finanziarie italiane. Ne abbiamo avuto una riprova anche ieri, con le aste del Tesoro che si sono concluse con un aumento dei rendimenti di emissione sui BTP a 10 anni e sui CCT, segno che i titoli di Stato italiani sono percepiti più rischiosi e, quindi, gli acquirenti richiedono una remunerazione più elevata per acquistarli. Anche sul mercato secondario abbiamo assistito ad un netto aumento dei rendimenti sui BTP, con quello sul decennale che si è avvicinato al 3.0 per cento e con lo spread che ha toccato i 255 punti base, avvicinandosi pericolosamente ai massimi toccati il giugno scorso, quando gli investitori hanno ridotto le loro posizioni dopo aver letto la notizia dell’esistenza del cosiddetto “piano B” del ministro Paolo Savona, relativo all’uscita dall’euro, e le dichiarazioni di noti esponenti economici del governo che hanno dichiarato di non voler rispettare il percorso di risanamento delle finanze pubbliche concordato con la Commissione Europea. A tale proposito, è necessario che il Governo faccia di tutto per non permettere che lo spread superi i massimi toccati a giugno, perché in quel caso, anche per ragioni tecniche, i rendimenti sui titoli di Stato salirebbero a dismisura, portando il costo del servizio del debito pubblico a livelli insostenibili».

«Non dobbiamo inoltre dimenticare – scrive Brunetta – che il prossimo autunno l’Italia sarà soggetta al giudizio di ben 4 agenzie di rating e che a fine settembre la Banca Centrale Europea dimezzerà i titoli di Stato acquistati tramite il suo programma di Quantitative Easing, che cesserà definitivamente alla fine dell’anno. Senza più la banca centrale che acquisterà BTP, sarà importante garantirsi gli acquisti dei grandi operatori finanziari internazionali. Per farlo, però, Lega e Movimento Cinque Stelle dovrebbero rassicurare i mercati sul fatto che l’Italia rispetterà totalmente gli impegni presi con Bruxelles sul deficit e debito pubblico, rinunciando ad attuare completamente il loro faraonico programma economico, comprendente, tra le altre cose, l’introduzione del reddito di cittadinanza, la flat tax e la controriforma Fornero».

«Dubitiamo fortemente – conclude Brunetta – che i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio siano disposti a fare un simile passo indietro per il bene del paese, dal momento che perderebbero tutto il consenso elettorale che si sono creati proprio grazie alle promesse sull’economia fatte in campagna elettorale. Continuando a sostenerle, però, perderanno la reputazione davanti agli operatori finanziari, portando l’Italia allo scontro con Commissione Europea, Fondo Monetario Internazionale, agenzie di rating e mercati finanziari. La conclusione è sin troppo facile da prevedere: una pesante crisi dello spread che porterà, inesorabilmente, alle dimissioni di questo governo».

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