Conti pubblici, l’autunno caldo del ministero dell’Economia tra legge di Bilancio e Mercati

Cruciale il nodo delle risorse. A livello tecnico si torna a parlare di una "collaborazione volontaria" per regolarizzare il contante custodito all'estero

conti pubblici

Per il ministro dell’Economia delle Finanze, Giovanni Tria, si prepara un autunno caldo in vista della presentazione della Nota di aggiornamento al Def prevista entro il  27 settembre e che conterrà le previsioni all’interno delle quali costruire la legge di Bilancio attesa dal Consiglio dei Ministri entro metà ottobre. Il panorama di partenza, infatti, non è dei più rosei per il nostro Paese: stime di crescita meno buone delle attese, agenzie di rating con i riflettori puntati e Bruxelles poco disponibile a concessioni-extra sui conti. Per reperire risorse si ragiona a una riedizione della voluntary disclosure, ossia una “collaborazione volontaria” per regolarizzare il contante custodito all’estero, una  sorta di nuovo scudo fiscale di tremontiana memoria.

Sul fronte delle agenzie, solo pochi giorni fa Moody’s ha  tagliato le stime sul pil italiano dall’1,5 per cento all’1,2 per cento per quest’anno e dall’1,2 per cento all’1,1 per cento per il 2019. Il giudizio sul rating sovrano  arriverà invece a fine ottobre. E cruciali per il quadro della crescita che si preannuncia ribassato rispetto alle attese, le stime dei conti economici trimestrali (aprile-giugno) che l’Istat pubblicherà venerdì 31 agosto e la Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana per il mese di agosto del 7 settembre. Previsioni che saranno alla base del consueto confronto sulla  congiuntura economica e sui conti di Tria con i colleghi europei all’Ecofin informale del 7 e 8 settembre a Vienna.

Misure allo studio
Intanto nel menu della Legge di Bilancio oltre che alla Flat tax, al reddito di cittadinanza e al ritocco alle pensioni, di cui tanto si è parlato nelle ultime settimane, potrebbe approdare il nodo del piano per la messa in sicurezza di infrastrutture, tornato alla ribalta dopo il crollo del ponte Morandi a Genova. Al vaglio per il “pacchetto lavoro” della Finanziaria anche l’ipotesi di  un alleggerimento del cuneo fiscale sui contratti stabili nelle imprese 4.0 di almeno 5 punti (costo circa un miliardo di euro). Interventi quelli sul costo del lavoro ben visti da Ue e Ocse ma a fronte di coperture strutturali e certe.

Il nodo risorse resta dunque cruciale, tanto più che l’Europa – al momento cauta – difficilmente concederà nuova flessibilità e considerando che ci sono sul tavolo del governo oltre 12 miliardi di clausole Iva da disinnescare.

L’ipotesi della “collaborazione volontaria”
A livello tecnico si torna a ragionare sulla possibilità di regolarizzare il contante custodito nelle banche estere, aspetto questo che era stato depennato dalle ultime edizioni del “condono”. A tal proposito è allo studio l’ipotesi di introdurre un’aliquota forfettaria volta a regolarizzare il cash e i versamenti bancari che non possono essere giustificati come reddito. Uno dei motivi del naufragio della misura in passato era legato al carico fiscale troppo elevato che ne sarebbe conseguito, nonché nella diffidenza mostrata da diversi istituti di credito nazionali che avrebbero dovuto ricevere tali attività. Da qui l’ipotesi di introdurre un’aliquota fissa sui prelievi relativamente bassa in modo da incentivare l’adesione dei contribuenti.

(Fonte: AdnKronos)

Annunci

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

due + nove =