Conti pubblici: più entrate e meno spese per evitare scure Ue/Adnkronos  

di Luana Cimino) – Ultime limature dal Mef alla Legge di assestamento di bilancio, che sbarcherà in Consiglio dei ministri mercoledì prossimo per l’approvazione. Il provvedimento è praticamente pronto, ma il via libera arriverà solo dopo la parificazione della Corte dei Conti, in agenda sempre mercoledì. 

Il documento contiene le misure volte a portare la stima del deficit 2019 al 2,2-2,1% scongiurando, nelle speranze del governo, la procedura europea sui conti. A quanto apprende l’Adnkronos, il governo dovrebbe mettere sul piatto 2 miliardi di misure di contenimento della spesa pubblica (concordati con la Ue lo scorso dicembre) e le maggiori entrate in arrivo dal maxi-risarcimento in arrivo dal colosso del lusso Kering – che ha in portafoglio Gucci – a chiusura di un contenzioso con il fisco per 1,4 miliardi di euro (pagherà 1,25 mld euro all’Agenzia delle Entrate) ; gli extra-dividendi delle partecipate al Tesoro, con la sola Cassa depositi e prestiti verserà al Mef (azionista di maggioranza con l’82,77%) una quota di quasi 800 milioni di euro e il crescente gettito Iva, sulla scia della fatturazione elettronica, che nei soli primi 4 mesi dell’anno ha segnato un incremento di 1,5 mld a +4,6%. 

A fine anno inoltre andranno al taglio del deficit anche i risparmi del Reddito di cittadinanza e Quota 100, come già previsto nell’ultima legge di Bilancio. La stima più prudente indica accantonamenti per 1,4 mld, il presidente Inps Pasquale Tridico ha stimato 3 miliardi a fine anno, se la dinamica media resta quella registrata finora. Queste ‘voci’ porterebbero il deficit dal 2,4% stimato in precedenza al 2,1% o anche 2% del pil. 

Ma convincere Bruxellles non sarà facile. La prima criticità che emerge da alcune delle misure è il loro carattere temporaneo, si tratta cioè di ‘una tantum’, come nel caso delle entrate aggiuntive dalla lotta all’evasione e degli extra-dividendi.  

Intanto, considerando che la riunione della Commissione europea per avviare la procedura contro l’Italia è fissata per mercoledì mattina, bisognerebbe augurarsi che le relazioni tecniche e la bozza dell’Assestamento bastino per convincere Bruxelles ad sospendere l’azione disciplinare contro Roma.  

Resta inoltre da sciogliere il nodo delle risorse per ridurre il disavanzo nel 2020, sterilizzare 23 miliardi di clausole Iva e attuare la flat tax da 10-15 miliardi voluta dalla Lega senza toccare il deficit, finanziandola con tagli o spostamenti di risorse equivalenti. Tra le ipotesi allo studio il riassorbimento del bonus da 80 euro del Pd (valore 10 mld) nel quadro di una riforma generale dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. 

(Fonte: Adnkronos)

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