Conti pubblici, Tria ottimista  

Nell’Eurogruppo “ero a mio agio. Sì, rimango ottimista” sull’esito della trattativa con la Commissione europea per tentare di evitare il lancio di una procedura per debito nei confronti dell’Italia. Lo dice il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, a margine della riunione dell’Ecofin a Lussemburgo.  

Con il commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari Pierre Moscovici “partiamo nel nostro dialogo: gli anticiperò quelli che saranno i nostri programmi per quest’anno e per l’anno prossimo, che sono già conosciuti; e lui mi dirà che cosa si aspettano da noi e apriamo il negoziato. L’unico problema, poiché siamo a metà anno e non ci sono documenti ufficiali, nuovi da far uscire, è vedere come dimostrare quello che stiamo facendo” aggiunge il ministro.
Quali potrebbero essere le azioni concrete che la Commissione chiede all’Italia per evitare la procedura? “Azioni concrete – risponde – significa far vedere perché noi diciamo che possiamo arrivare ad un abbassamento del deficit previsto nel Def dello 0,2”, cioè 0,2 punti percentuali in meno rispetto al 2,4% nel 2019 scritto nel Documento di Economia e Finanza pubblicato in aprile, quindi intorno al 2,2%. “Dovremo dargli le cifre e da dove vengono”, dice Tria. Che concorda con il giudizio del direttore del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, secondo la quale i mini Bot non sono una buona idea. “Sì, naturalmente – afferma il ministro a margine della riunione dell’Ecofin, a Lussemburgo – sono una cattiva idea”. 

CONTE – Intanto, arrivando all’università Roma Tre e rispondendo a chi gli chiede se abbia già inviato l’annunciata lettera a Bruxelles sui conti pubblici del Paese, alla luce della minacciata procedura di infrazione da parte dell’Ue, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte risponde: “Non ancora”.  

MOSCOVICI – “Accogliamo con favore gli impegni presi dal ministro Giovanni Tria e dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. So che agiscono in buona fede, con la sincera volontà di arrivare ad un accordo” dice il commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari, Pierre Moscovici, in conferenza stampa dopo l’Eurogruppo. “Ma probabilmente avremo bisogno di qualcosa di più che degli impegni: avremo bisogno di dati, di fatti, di misure se necessario, perché alla fine le regole sono regole e i dati” devono combaciare con quanto richiesto dalle regole.  

(Fonte: Adnkronos)