Copyright, l’Europarlamento ha approvato la riforma

Il provvedimento è passato alla presenza di 658 europarlamentari, con 348 voti a favore, 274 contrari e 36 astenuti

Ue

Il Parlamento Europeo ha approvato, in sessione plenaria a Strasburgo, la nuova direttiva Ue sul diritto d’autore. «Il testo è approvato», ha annunciato il presidente dell’Aula Antonio Tajani. La riforma del copyright è passata alla presenza di 658 europarlamentari, con 348 voti a favore, 274 contrari e 36 astenuti. In precedenza l’Aula ha respinto la proposta di 38 eurodeputati di riaprire il testo, votando gli emendamenti che erano stati depositati.

Le reazioni
«E’ una grande notizia, hanno vinto la ragione e la cultura sui soldi», ha commentato Mogol, presidente della Siae, all’AdnKronos sottolineando che la nuova direttiva sul diritto d’autore «non è una tassa ma un giusto compenso». «Nella Siae abbiamo 90 mila iscritti, almeno 20 mila guadagnano meno di mille euro al mese senza contributi», dice ancora Mogol, aggiungendo che si tratta di persone «che iniziano a lavorare. Vogliamo che muoia la cultura? C’è un centinaio di professionisti che ovviamente ha la possibilità di vivere bene, ma come fare per tutti gli altri? I giovani artisti di oggi saranno poi i grandi di domani», conclude Mogol.

Sullo stesso filone Ennio Morricone che, sempre all’Adnktonos ha detto: «Era giusto fare così. Gli autori devono vivere. E non parlo di me, ma di tanti piccoli autori, che sono la maggior parte. Non possono togliergli i pochi soldi che arrivano!».

«Il diritto d’autore è una conquista della Rivoluzione francese e oggi è stato difeso dall’invasione delle multinazionali, religiosamente devote alla logica del loro massimo profitto. Questi giganti multinazionali avevano come alleati i demagoghi e i materialisti». Ha sottolineato ancora  all’Adnkronos il maestro Nicola Piovani, dopo il via libera alla “Direttiva Copyright”. «Abbiamo seguito con trepidazione dai banchi del Parlamento di Strasburgo, aspettando un esito che non era per niente scontato – sottolinea il compositore – Semmai la sorpresa è quando contro Golia vince David, come oggi. Se non fosse passata la normativa sarebbe stata la vittoria dei giganti della rete (nessuno europeo) contro gli autori e contro l’Europa». «Chi ruba una poesia non è un libertario, è un ladro come chi ruba una bicicletta», chiosa Piovani.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

quindici + 12 =