Copyright, M5S: «Pronti a dare battaglia sul voto finale»

L’onorevole Mirella Liuzzi (M5S) spiega a Momento Italia perché, secondo il MoVimento, la nuova direttiva europea sul copyright mette a repentaglio la libertà d’espressione

europee

Il Parlamento europeo ha dato il via libera alla direttiva sui diritti d’autore nel mercato digitale, provocando l’ira delle opposizioni che parlano di censura sul web. Tra i più critici c’è il Movimento 5 Stelle che, in una nota, ha definito il provvedimento «un testo che mette a repentaglio, da un lato, la libertà di espressione e, dall’altro, il web così come abbiamo imparato a conoscerlo». Per fare chiarezza sulle posizioni dei pentastellati e sulle iniziative future in merito alla direttiva europea sul copyright abbiamo chiesto spiegazioni all’onorevole Mirella Liuzzi.

On. Liuzzi, il Parlamento europeo ha approvato la nuova normativa per la regolamentazione del copyright. Cosa succederà adesso?
«In effetti, la percezione leggendo i giornali è che la normativa sia già bella e pronta da applicare. Invece non è così, il voto decisivo sarà a primavera. Il via libera del Parlamento europeo alla direttiva è stata una battuta d’arresto, senza dubbio una pagina nera, ma daremo battaglia per archiviare gli articoli 11 e 13 che piegano la riforma del diritto d’autore agli interessi degli editori».

Cosa cambierà per gli utenti e cosa per le varie piattaforme web?
«Gli utenti avranno un accesso più limitato all’informazione e qualora i filtri adottati fossero troppo restrittivi si ritroveranno dinanzi ad un’autentica censura. Per le piattaforme non tutti sono consapevoli che l’approvazione di questa riforma potrebbe rivelarsi un autentico boomerang. Laddove in passato sono state approvate leggi di questo tipo come in Spagna e Germania, infatti, Google News ha chiuso i battenti con la conseguenza che il traffico verso gli stessi portali è diminuito considerevolmente. Ciò che sfugge agli editori è che adottando filtri sui contenuti e remunerazioni per le anteprime, si rischia di tagliare il ramo sul quale essi stessi sono seduti facendo venir meno del traffico, che per loro è linfa vitale».

On. Mirella Liuzzi (M5S)

Voi del MoVimento 5 Stelle siete stati sempre contrari a questo provvedimento. Perché?
«Noi difendiamo e difenderemo sempre la libertà e il pluralismo dell’informazione. Un principio sacrosanto che non può essere umiliato da tecnicismi e filtri imposti da euroburocrati e messo in atto dalle piattaforme. La nostra idea è che la sfida digitale non vada vinta sul piano delle sanzioni e delle restrizioni ma sulle definizioni di nuovi modelli di business, che facciano di internet un’opportunità e non una minaccia».

Ora come proseguirà l’iter e quali saranno le vostre prossime mosse?
«La normativa potrà essere modificata durante la discussione nel trilogo (Parlamento, Consiglio, Commissione). Successivamente il testo definitivo dovrà essere votato di nuovo dall’assemblea a Strasburgo. Se questo percorso non arriverà a conclusione prima delle prossime elezioni europee la proposta approvata decadrà. Faremo tutto il possibile nelle sedi competenti per difendere i principi in cui crediamo da sempre».